Terremoto ai Campi Flegrei, sfollate oltre 300 persone. In corso sopralluoghi

Cronaca
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Altre quattro  scosse registrate dalla mezzanotte, la più forte di magnitudo 2.0. A Pozzuoli proseguono le verifiche sugli edifici danneggiati e le centinaia di persone evacuate sono state portate in diverse strutture, fra cui il Palatrincone di Monteruscello

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Notte tranquilla nei Campi Flegrei. Dalla mezzanotte sono state solo quattro, tutte di lieve entità, le scosse di terremoto registrate dai sismografi: alle 6.50 la più forte, di magnitudo 2.0. Lo sciame sismico iniziato venerdì alle 19.46, con il terremoto 4.7 (il più forte degli ultimi 40 anni nell'area del bradisismo), concede dunque una tregua dopo il parossismo delle prime ore, con oltre 170 scosse rilevate fino alle 14 sabato.

Centinaia di persone sfollate a Pozzuoli

Intanto proseguono le verifiche sugli edifici danneggiati a Pozzuoli. Finora sono state sfollate circa 320 persone, per un totale di 170-180 nuclei familiari, numero che potrebbe variare in base all'esito dei controlli: i sono ancora 200 sopralluoghi da compiere da parte dei Vigili del Fuoco. Gli evacuati sono stati alloggiati in diverse strutture, cominciando dal Palatrincone di Monteruscello, ma una parte degli sfollati è ancora senza una sistemazione, tema su cui è stato istituito un coordinamento guidato dalla Regione Campania. È quanto filtra dalla riunione in Prefettura del Centro coordinamento soccorsi (Ccs), che ha visto presenti i sindaci dei Campi Flegrei, il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e i vertici dell'Osservatorio Vesuviano.

I trasporti

Durante la riunione si è discusso inoltre del tema trasporti, a proposito delle lesioni significative, a seguito degli eventi sismici del 31 luglio, nella galleria di Monte Olibano (nel tratto tra le stazioni di Dazio e Gerolomini), nel tratto della Cumana compreso tra le stazioni di Dazio e Gerolomini. Ci saranno altre valutazioni nel corso della giornata a proposito del periodo in cui la tratta sarà chiusa al pubblico. Le parti si sono impegnate a trovare una soluzione, poiché, con la chiusura della Cumana sul tratto Bagnoli-Torregaveta e della metro tra Pozzuoli e Campi Flegrei delle ultime settimane per eccesso di Co2 nella Galleria flegrea, in questo momento Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli sono tagliate fuori dal trasporto pubblico locale su ferro. I controlli in corso non hanno rilevato criticità per il Castello di Baia, l'Anfiteatro di Pozzuoli e l'Acropoli di Cuma.

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"Deve essere chiaro a tutti che non agire oggi, significa piangere morti domani. Napoli chiede risposte immediate, non fatalismo. Mettere in campo ogni strumento utile è dovere di chi ha le responsabilità", ha commentato Don Maurizio Patriciello, parroco anti clan, in un'intervista al quotidiano La Stampa, mettendo in guardia dal sottovalutare il rischio terremoto dopo le scosse di questi giorni ai Campi Flegrei. "Da quarant'anni non si raggiungeva qui una magnitudo così alta. I Campi Flegrei sono una fornace ardente, siamo seduti su una bomba a orologeria e con tutta la tecnologia di cui disponiamo abbiamo l'obbligo morale e civile di prevenire le tragedie e non di piangere dopo", ha aggiunto don Patriciello. "Ci sono interessi e resistenze che impediscono di spostare popolazione, come per la bonifica della terra dei fuochi. Evacuare ha elevati costi umani, ma va detta la verità alla gente per affrontare lo sforzo nell'interesse comune - prosegue - L'incognita non è se arriverà una scossa più forte ma quando arriverà. Mettere la testa sotto la sabbia per non vedere il pericolo davanti a noi è il più imperdonabile degli errori".

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"In un momento così delicato la priorità è sostenere le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, ma è altrettanto necessario evitare che l'emergenza si trasformi in una crisi economica permanente per un territorio che vive anche di turismo". Lo ha dichiarato Agostino Ingenito, presidente nazionale di Abbac (Associazione dei Bed & Breakfast ed Affittacamere della Campania), annunciando che l'associazione ha trasmesso una nota alla Prefettura di Napoli manifestando la disponibilità dei propri associati a mettere a disposizione, nei limiti delle disponibilità offerte volontariamente dai gestori, alloggi e appartamenti per accogliere temporaneamente le famiglie evacuate a seguito delle nuove scosse che stanno interessando l'area dei Campi Flegrei. "La nostra rete - spiega Ingenito - è pronta a fare la propria parte, collaborando con la Prefettura, la Protezione Civile e le amministrazioni locali per offrire un supporto concreto alle persone che non potranno rientrare nelle proprie abitazioni in tempi brevi. In queste circostanze la solidarietà rappresenta un dovere civico prima ancora che associativo". Abbac evidenzia però che l'emergenza sta producendo effetti sempre più pesanti anche sul sistema turistico dell'area flegrea. "Da mesi gli operatori convivono con cancellazioni, rallentamento delle prenotazioni e un clima di forte incertezza. Il rischio è che il susseguirsi degli eventi generi una perdita di fiducia nella destinazione, con conseguenze che potrebbero protrarsi ben oltre la fase emergenziale. È indispensabile evitare che il fenomeno bradisismico determini anche un'emergenza economica e occupazionale", spiega Ingenito, che chiede "l'immediata istituzione di una task force permanente tra Prefettura, Regione Campania, Protezione Civile, Comuni dei Campi Flegrei, Città Metropolitana di Napoli, enti del turismo e associazioni di categoria, con il compito di monitorare gli effetti dell'emergenza sul comparto turistico e coordinare gli interventi necessari". Abbac chiede inoltre al governo e alla Regione Campania di valutare l'attivazione di ristori, agevolazioni fiscali e contributive, sospensioni degli adempimenti e strumenti straordinari di sostegno al reddito per le imprese turistiche e ricettive dell'area flegrea, analogamente a quanto previsto in occasione di altre emergenze che hanno colpito territori italiani. L'obiettivo è evitare chiusure di attività, perdita di posti di lavoro e un progressivo indebolimento dell'offerta turistica di uno dei territori più importanti della Campania.

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