Trento, dopo 9 anni muore 13enne che mangiò latte crudo contaminato

Cronaca

A dare la notizia è stato il padre, Giovanni Battista Maestri: "Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa"

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Si è spento dopo nove anni di coma Mattia Maestri, il bambino di Coredo in Trentino, rimasto in stato vegetativo permanente nel 2017 dopo aver contratto una grave infezione da Escherichia coli in seguito al consumo di un formaggio a latte crudo contaminato. A dare la notizia è stato il padre, Giovanni Battista Maestri, a T quotidiano autonomo del Trentino Alto Adige: "Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa". Secondo quanto riportato dai media locali, dopo nove anni di cure e di battaglie il cuore di Mattia ha smesso di battere. 

La vicenda

La vicenda di Mattia colpì profondamente l'opinione pubblica trentina e nazionale. Da quel drammatico episodio – si legge su iltquotidiano.it - il padre aveva trasformato il dolore in una lunga battaglia civile e giudiziaria per ottenere giustizia e promuovere una maggiore informazione sui rischi legati al consumo di latte crudo e dei prodotti derivati, soprattutto per i bambini. Negli ultimi mesi Giovanni Battista Maestri, padre di Mattia, aveva raccontato come il figlio fosse assistito quotidianamente con terapie complesse e assumesse 47 farmaci al giorno.

Una sentenza della Cassazione aveva confermato il nesso di causa rendendo irrevocabile le condanne per lesioni colpose di due responsabili di un caseificio. Il padre aveva anche fondato un'associazione di consumatori dedicata ai "rischi connessi ai prodotti alimentari intrinsecamente pericolosi". 

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