Morto a 96 anni don Antonio Mazzi, il prete di Exodus che salvava i ragazzi dalla droga

Cronaca
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È morto a 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote ed educatore veronese fondatore di Exodus, la comunità che da oltre quarant'anni accoglie i giovani in lotta contro la tossicodipendenza. La sua storia si lega alla Cascina Molino Torrette di Milano e al Parco Lambro. I funerali lunedì pomeriggio alle 15 nella chiesa di Sant'Ambrogio a Milano

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È morto oggi, giovedì 31 luglio, all'età di 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e attivista tra i più noti in Italia per l'impegno accanto ai giovani e agli emarginati. Aveva fondato Exodus, l'organizzazione che da oltre quarant'anni affianca i ragazzi nella battaglia contro la tossicodipendenza. I funerali si terranno lunedì 3 agosto alle 15 nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano. La camera ardente sarà allestita da sabato 1 agosto alla Cascina Molino Torrette, la storica sede della comunità nel Parco Lambro. Milano ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

Dal seminario di Verona al sacerdozio

 

Nato a Verona il 30 novembre 1929, don Mazzi si era formato al Seminario Vescovile della città, dove aveva completato gli studi classici, proseguendo poi con quelli teologici e filosofici a Ferrara. Proprio a Ferrara, il 26 marzo 1955, era stato ordinato sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da San Giovanni Calabria a Verona nel 1907. Fin dagli inizi aveva rivolto la propria attenzione ai temi dell'età evolutiva, seguendo tra il 1962 e il 1965 corsi di specializzazione in psicologia, psicopedagogia e psicoanalisi a Roma, Milano e Bologna.

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Gli anni della formazione e della disabilità

 

A partire dal 1970 aveva approfondito le problematiche della disabilità con una serie di esperienze all'estero: dalla Columbia University negli Stati Uniti al centro di riabilitazione di Heidelberg, in Germania, passando per l'Olanda, la Francia, la Svizzera e i kibbutz israeliani. Nel 1969, alla guida del Centro Professionale Don Calabria di Verona, aveva dato vita alle prime case famiglia per giovani con disabilità e potenziato le attività di riabilitazione fisico-motoria. Nel corso della sua vita gli sarebbero state conferite tre lauree honoris causa in pedagogia, a Palermo, Lecce e Macerata.

Il Parco Lambro e la nascita di Exodus

 

La svolta arriva nel 1979, quando viene chiamato a dirigere l'Opera don Calabria di Milano, in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro: all'epoca il più grande mercato europeo dello spaccio. È lì che matura la consapevolezza della gravità della tossicodipendenza. "Passeggiavo in mezzo a tappeti di siringhe e soccorrevo ragazzi sballati, a volte in fin di vita", aveva raccontato in numerose interviste. Nasce così, nello stesso anno, il Progetto Exodus. Nel 1984, dopo aver ripulito il Parco Lambro insieme alle forze del territorio, ottiene la concessione della Cascina "Molino Torrette", che sarebbe diventata la sede madre dei progetti e la sua casa fino all'ultimo.

Le carovane e le attività di strada

 

Il metodo di don Mazzi trasforma le terapie residenziali allora dominanti nel recupero dei tossicodipendenti in una pedagogia itinerante, quella delle carovane, fondata sull'idea del camminare insieme. Nel 1985, con gli operai della Rizzoli e un gruppo di genitori, dà vita alla prima Unità Mobile, anticipando di anni le cosiddette attività di strada. Nel 1989 apre uno sportello "SOS" alla Stazione Centrale di Milano, e per un periodo anche a Napoli e Roma, per intercettare le persone in difficoltà che gravitavano attorno allo scalo.

Da progetto a fondazione

 

Il 9 agosto 1996, con decreto del presidente della Repubblica, il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus, che arriverà a contare una trentina di centri in tutta Italia e una ventina di cooperative. Sempre nel 1996 don Mazzi fonda l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità. Negli anni successivi moltiplica le iniziative: dall'Università della Famiglia aperta a Verona nel 2000 all'Associazione Ambalaki in Madagascar, fino a una comunità per ragazzi di strada in Patagonia e al movimento "Educatori senza Frontiere".

Il sacerdote in tv e l'attività giornalistica

 

Giornalista professionista, don Mazzi aveva collaborato con numerose testate, tra cui Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno e Avvenire. Il carattere estroverso lo aveva portato anche in televisione, dove per anni era stato presenza fissa a "Domenica in" su Rai 1, oltre a condurre programmi su altre reti. Una popolarità che gli era valsa qualche critica negli ambienti ecclesiastici, alla quale rispondeva a modo suo, rivendicando la scelta di portare la testimonianza cristiana attraverso i mezzi di comunicazione più moderni.

L'eredità

 

Negli ultimi anni il suo impegno si era concentrato sulla continuità della Cascina e dei progetti, perché il patrimonio costruito in oltre quarant'anni non andasse disperso. "Educare significa anzitutto appassionarsi", il messaggio che lascia: la convinzione che l'educazione non possa mai ridursi a una ricetta, ma abbia i tratti della passione e dell'arte più che quelli del calcolo.

Il cordoglio di Exodus: "Un prete matto, un lottatore instancabile"

La Fondazione Exodus ha ricordato il fondatore con parole affettuose. "Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. Un prete matto, borderline, come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi", ha dichiarato il vicepresidente Franco Taverna. Che ha aggiunto: "Amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i suoi ragazzi difficili a salvare lui". La comunità, ha assicurato, non lo piange "con rassegnazione", ma sceglie di "fare festa per lui", portando avanti la sua missione "con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno". Secondo Taverna, l'approccio educativo di don Mazzi, unito a una "straordinaria visione d'insieme", ha contribuito a riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia; la Fondazione ha confermato la piena continuità delle attività in corso.

Un ricordo commosso è arrivato anche dai ragazzi e dagli educatori: "Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme". E ancora: "Ci diceva sempre che i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere. Oggi quel fuoco è affidato a noi". Lo descrivono come un padre "burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita", promettendo di onorarlo "continuando a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta".

Milano proclama il lutto cittadino

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, giorno delle esequie. Come ulteriore segno di partecipazione, fa sapere Palazzo Marino, la bandiera civica sarà esposta a mezz'asta in tutte le sedi comunali. "Con la morte di Don Antonio Mazzi, Milano perde una personalità autorevole e un punto di riferimento per moltissime persone in città e in Italia", ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, ricordando un sacerdote che "ha speso la sua vita e la sua missione per le ragazze e i ragazzi in difficoltà". Buscemi ha espresso il cordoglio dell'assemblea alla famiglia, a chi lo ha conosciuto, ai giovani seguiti da don Mazzi e alla Fondazione Exodus.

La camera ardente e i funerali

La camera ardente sarà allestita alla Cascina Molino Torrette, la sede storica di Exodus nel Parco Lambro a Milano (ingresso pedonale), a partire da sabato 1 agosto dalle 17 alle 20, e domenica 2 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. Un luogo simbolico, dove secondo la comunità "tutto è iniziato e dove ha sempre vissuto", aperto "a tutti, senza formalismi, proprio come piaceva a lui". I funerali si terranno lunedì 3 agosto alle 15 nella basilica di Sant'Ambrogio. Non sarà "una cerimonia formale ma una liturgia viva", fa sapere Exodus, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori delle diverse realtà della comunità in Italia e nel mondo.

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