Sembrerebbe essere ancora lontana la risposta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte a Pietracatella. Gli investigatori tedeschi del Koch Institute faranno un sopralluogo nell'abitazione della famiglia nella giornata di giovedì 30 luglio
Proseguono le indagini sul caso della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Natale a Pietracatella. Nella giornata di mercoledì 29 luglio, sono state sentite in Procura tre persone: una coppia di amici di famiglia e la donna denunciata per favoreggiamento, per aver negato dissidi tra Antonella Di Ielsi e il marito. Sul suo telefonino è stato ritrovato uno scambio di messaggi proprio con Antonella, che si lamentava dell'uomo. Ma si trattava di messaggi risalenti al 2019. Gli inquirenti continuano ad indagare, supportati dall’aiuto degli investigatori tedeschi del Koch Institute che giovedì 30 luglio toglieranno i sigilli a casa Di Vita.
La perquisizione
Dopo oltre sei mesi saranno tolti i sigilli nella casa nella quale, secondo l'ipotesi della Procura, sono state avvelenate e uccise, a Natale, Antonella Di Ielsi, e la figlia, Sara Di Vita, di 15 anni. Gli investigatori tedeschi del Koch Institute, esperti in grado di rilevare tracce di ricina, anche a mesi di distanza, entreranno nella casa per un sopralluogo. Nei laboratori di Berlino sono stati già analizzati i resti del cibo e le tracce biologiche repertate nella cucina della famiglia. Non è escluso che possano già aver trovato qualche traccia del veleno mortale e domani inizieranno ad analizzare, con lo spettroscopio portatile, ogni angolo della casa, per mettere tutte le caselle del puzzle al loro posto.
È convinzione degli inquirenti che trovare le tracce della ricina, in cucina o su qualche capo d’abbigliamento, sia essenziale per dare due risposte: in che cibo, o bevanda, era contenuto il veleno e chi ha portato quel cibo, o quella bevanda, in casa. Al momento vige il massimo riserbo sia in questura, che in procura, anche per quel che riguarda gli ultimi interrogatori.