Morte Fakir, nuovi video: lo si vede in strada in stato confusionale, poi la rianimazione
CronacaIn nuovi filmati, agli atti della Procura, si vede l'uomo che urla e si dimena. Gli agenti cercano di calmarlo, poi lo immobilizzano. Fakir è a terra, legato con fascette alle caviglie e braccia dietro la schiena. Due soccorritori tentano di rianimarlo. “Il volto ha macchie marroni scure per lo spray al peperoncino spruzzato da molto vicino, la rianimazione avviene mentre è ancora legato, è inammissibile”, denuncia il legale Fabio Anselmo. Attesi i risultati dell'autopsia per domani
In uno spezzone del video registrato dalla bodycam che indossava uno dei due poliziotti intervenuti su Abderrahim Fakir, morto lo scorso 19 luglio durante il fermo, si vedono le mani degli agenti sia su Fakir che su un altro uomo con la maglietta bianca con cui era venuto a contatto. Le immagini sono state mostrate dal Tg1. "C'è un momento di contatto con altre persone che erano prossime ad un auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione", spiega il legale degli agenti Gabriele Bordoni. Intanto sono stati diffusi altri video sulla vicenda. Uno mostra Fakir steso a terra in stato confusionale prima dell'intervento degli agenti, che cercano di calmarlo e aspettano 30 minuti prima di immobilizzarlo. In un altro, dopo l'azione, lo si vede a terra, legato con fascette alle caviglie e braccia dietro la schiena. Intorno a lui quattro soccorritori della Croce Rossa, con due di loro che tentano di rianimarlo. Per domani sono attesi i risultati dell'autopsia, fondamentali per capire le cause del decesso.
Cosa mostrano i nuovi video
In uno dei nuovi filmati, Fakir, a piedi nudi, con le ciabatte di fianco, è sdraiato sulla strada: si dimena e urla, in evidente stato confusionale. È solo, sull'asfalto, vicino aduna scaletta che unisce il giardino con la zona dei garage in via Svevo, quartiere Pilastro. In un altro video, la polizia è già arrivata sul luogo, ma rimane a distanza. Prima dell'inizio del contatto fisico, culminato con l'immobilizzazione a terra, passano circa 30 minuti, durante i quali gli agenti parlano con l’uomo, tentando di calmarlo. In altri spezzoni si vede Fakir che si scaglia contro le porte delle autorimesse. È quando si scaglia contro un'auto in arrivo, che i due poliziotti gli vanno addosso e lo buttano a terra, spruzzandogli anche lo spray al peperoncino, a distanza ravvicinata dal volto, a quanto si può vedere dalle immagini. Lo bloccano, salendogli sulla schiena, fino a quando non smette di muoversi. A quel punto, i soccorritori della Croce Rossa provano a rianimarlo, invano.
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Attesa per l'autopsia
C'è anche un filmato che documenta nel dettaglio proprio la fase della rianimazione, fornito all'ANSA dai legali dei familiari. Fakir è a terra, ancora legato. Un operatore compie compressioni toraciche e un altro la ventilazione. Sul corpo i fili del defibrillatore. Vicino e in ginocchio anche un agente. "Il volto è insanguinato e ha macchie marroni scure per lo spray al peperoncino spruzzato da molto vicino. La rianimazione avviene mentre è ancora legato: questo non è ammissibile, perché gli agenti avrebbero dovuto liberarlo", dice l'avvocato Fabio Anselmo. L'origine delle ferite, ma anche la correttezza delle manovre rianimatorie, sono tra gli elementi che dovrà chiarire l'autopsia, affidata dal procuratore Paolo Guido e dai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino ad una squadra di esperti.
La condizione psichiatrica di Fakir
Si cerca poi di far luce sulla condizione psichiatrica dell'uomo. Un mese prima di morire, il pomeriggio del 20 giugno, risulta aver fatto accesso al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di Bologna per un problema di tipo psichiatrico. Ha ferite ad un polso, che si è procurato probabilmente con gesti autolesionisti. Non risulta seguito dal Centro di salute mentale, ma chiede di parlare con uno psichiatra. Arriva in ambulanza e viene registrato come codice azzurro. Pochi giorni prima, il 12 giugno a Castello d'Argile, in provincia, era stato segnalato come molesto, in un'area condominiale. Disturbava altre persone e sono intervenuti i carabinieri, che lo hanno allontanato.
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Gli agenti avrebbero chiamato il 118, che non era disponibile
Intanto, scrive il Corriere della Sera, i due poliziotti arrivati sul posto per fermare Abderrahim Fakir avrebbero subito chiamato il 118 chiedendo l'invio di un'ambulanza "con automedica" per una persona "in crisi psichica". Dalla centrale, però, avrebbero risposto che in quel momento l'automedica non era disponibile, secondo quanto riferito dal legale dei due agenti, Gabriele Bordoni. La telefonata, che documenta la richiesta di un intervento medico, è registrata ed è già stata acquisita dalla Procura.
Consigliere Bologna: "Sotto mio post su Fakir commenti razzisti di un carabiniere"
Intanto il consigliere comunale di Coalizione Civica a Bologna, Detjon Begaj, ha denunciato su Facebook alcuni commenti sotto a un altro suo post sulla morte di Abderrahim Fakir. "Ho notato qualcuno che mi ha commentato una dozzina di volte invocando il 'Duce', 'bum bum bum', 'uno in meno', persino quella che potrebbe sembrare una minaccia o quanto meno un messaggio ambiguo ad una donna alla quale ha scritto 'sono accompagnato ma se mi incontri attenta non si sa mai'". Begaj aggiunge che "aprendo dunque il profilo pubblico del mio commentatore, ho scoperto essere del Brigadiere, Ufficiale e Cavaliere dei Carabinieri di Bologna Walter Lombardi. Che tra le varie cose il 25 dicembre del 2025 ha ospitato nella sua pattuglia il Monsignor Zuppi per fargli fare alla radio gli auguri di Natale". Il consigliere comunale si chiede poi "come sia possibile che evidentemente abbia ritenuto normale o comunque legittimo che una figura così esperta e pluridecorata commenti più volte in questo modo un post (nient'affatto violento o particolarmente estremo) di un Consigliere Comunale della stessa città in cui svolge servizio. Ma anche se fosse un commento ad un cittadino qualunque varrebbe lo stesso naturalmente, non fraintendetemi". "Mi chiedo se sia compatibile con l'onore, il prestigio e i valori dell'Arma", prosegue Begaj. l consigliere comunale conclude il post scrivendo che le persone comuni quando hanno bisogno di aiuto, "di solito chiamano proprio la Polizia o i Carabinieri. Che si auspicherebbe non fossero guidati dall'ideologia fascista, dal razzismo, dalla violenza ma dal senso di protezione di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di razza, genere, nazionalità e senza metterli in pericolo. Né in strada, né su Facebook".