Una bambina di 4 anni di famiglia austriaca è morta dopo essere annegata nel primo pomeriggio nella piscina dell'Hotel Continental di Milano Marittima, frazione di Cervia. Era con il padre, che si sarebbe allontanato poco prima. Sulla dinamica indagano i carabinieri. È la seconda bambina a perdere la vita in piscina in due giorni, dopo il caso di Sestri Levante
Una bambina di quattro anni, di famiglia austriaca, è morta dopo essere annegata nella piscina di un hotel di Milano Marittima, frazione di Cervia sul litorale ravennate. Trasportata d'urgenza in ospedale, è deceduta circa due ore dopo al Bufalini di Cesena, nonostante i tentativi dei soccorritori. La dinamica di quanto accaduto è ancora al vaglio degli inquirenti.
Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118, per i quali però non c'è stato nulla da fare. Sono accorsi anche i carabinieri della Compagnia locale, affiancati dai militari del nucleo Investigativo di Ravenna, insieme al pm di turno Angela Scorza, incaricata di ricostruire le circostanze della morte.
La dinamica al vaglio
L'annegamento sarebbe avvenuto poco dopo le 14, nella piscina dell'Hotel Continental. Secondo una prima ricostruzione, la piccola si trovava con il padre tra la sala giochi e la piscina della struttura. L'uomo si sarebbe allontanato per salire in camera e proprio in quei minuti la bambina sarebbe finita in acqua. Tutto sarebbe accaduto in pochissimo tempo. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire dove si trovasse la madre in quel momento e in che posizione fosse il bagnino. La bambina aveva due sorelle.
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Il cordoglio del sindaco di Cervia
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Cervia Mirko Boschetti, che ha affidato ai social il proprio cordoglio. "Oggi siamo colpiti da una tragedia che segna profondamente la nostra città. Una bambina di soli quattro anni ha perso la vita in un tragico incidente a Milano Marittima", ha scritto il primo cittadino. "In questo momento di grande dolore, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze ai genitori e a tutti i familiari. È difficile trovare parole che possano alleviare il dolore di una perdita così immensa".
Il precedente di Sestri Levante
La tragedia arriva a un solo giorno di distanza da un altro dramma che ha coinvolto una bambina in piscina. Alice Ferrari, 11 anni, residente a Suisio in provincia di Bergamo, è morta all'ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione di una piscina dei bagni Segesta di Sestri Levante. L'incidente era avvenuto mercoledì scorso: la bambina non era riemersa perché i capelli erano stati risucchiati dal bocchettone. Era stato lo stesso proprietario dello stabilimento a immergersi e a tagliare i capelli con un coltello per riportarla in superficie, ma le sue condizioni erano già gravissime. Dopo il decesso, i familiari hanno autorizzato l'espianto degli organi.
Per quel caso la Procura ha iscritto nel registro degli indagati i titolari dei bagni Segesta, che hanno ricevuto un avviso di garanzia come atto dovuto in vista dell'autopsia. Dalle indagini è emerso che mancava il cartello che imponeva la presenza di un adulto per l'uso della piscina da parte dei minori di 12 anni.
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Oltre 75 morti in piscina dal 2022
I due casi si inseriscono in una scia che si sta allungando: dal 2022 le morti in piscina in Italia hanno superato i 75 casi. Sul tema è tornato anche il ministro per il Mare e la Protezione civile Nello Musumeci, che ha attribuito lo stallo del disegno di legge sulla sicurezza delle piscine, fermo da un anno, alle pressioni di interessi di categoria. "Il diritto alla sicurezza e alla vita soprattutto di un minore è un diritto sacrosanto", ha dichiarato il ministro, annunciando ora "un percorso veloce" con il via libera in commissione atteso entro fine mese. Musumeci ha inoltre denunciato le spinte di alcune associazioni e lobby economiche per escludere una parte delle piscine dall'applicazione delle norme più restrittive, ricordando che nelle vasche domestiche i decessi sono più frequenti che in quelle pubbliche.
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