Incidenti in piscina, come avvengono e perché i bocchettoni si trasformano in trappole
Cronaca ©IPA/FotogrammaIntroduzione
Gli incidenti legati ai sistemi di aspirazione delle piscine possono verificarsi quando le prese non sono protette correttamente o gli impianti non rispettano i necessari requisiti di sicurezza. Abbiamo chiesto a Rossana Prola, fisica ed esperta di sicurezza degli impianti, di aiutarci a chiarire quali sono i rischi legati ai sistemi di aspirazione dell’acqua delle piscine e cosa fare in caso di intrappolamento.
Quello che devi sapere
Il fenomeno dell’intrappolamento da aspirazione come si verifica?
Il fenomeno di intrappolamento da aspirazione può verificarsi per cause diverse. Gli episodi avvenuti quest’anno, ad esempio i due incidenti avvenuti a una settimana di distanza, sono stati molto simili: in entrambi i casi mancava la griglia di protezione sulla presa di aspirazione. In un caso era rotta, nell’altro si era staccata. I due bambini, spinti dalla naturale curiosità, hanno infilato uno la mano e l’altro un piede all’interno dell’aspirazione. Il braccio, in un caso, e la gamba, nell’altro, hanno completamente occluso il tubo, provocando un effetto di risucchio che li ha intrappolati. Queste aspirazioni diventano pericolose proprio quando vengono completamente otturate da una parte del corpo. Per questo è fondamentale mantenere sempre le griglie in perfetto stato. Se una griglia si rompe, la piscina non dovrebbe rimanere aperta nemmeno per un giorno senza la sua protezione. Se invece l’aspirazione appartiene a un gioco d’acqua, a un idromassaggio, a una fontana o a uno scivolo, quell’attrazione deve essere immediatamente chiusa e resa inaccessibile agli utenti. Le griglie di copertura sono un elemento di sicurezza fondamentale.
Nel caso della bambina di Sestri Levante, invece, si parla di capelli
Sì, quello è un caso diverso. L’intrappolamento dei capelli indica che l’aspirazione è stata progettata male: può essere troppo piccola oppure presentare elementi, come alcune viti, ai quali i capelli possono agganciarsi. La forza della pompa aspira i capelli, che trovano un punto dove avvolgersi e restano intrappolati. A quel punto liberare la persona diventa estremamente difficile senza una forbice. È l’unica soluzione possibile, perché altrimenti non si riesce a liberarla.
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Cosa bisogna fare quando ci si accorge che una persona è intrappolata?
Ci sono stati casi in cui una persona è rimasta bloccata anche con la griglia integra e senza intrappolamento dei capelli, semplicemente perché una parte del corpo, come la schiena o una gamba, ha chiuso completamente una presa di aspirazione troppo piccola. In queste situazioni liberare una persona è davvero molto difficile. La prima cosa da sapere è che tirare non serve. In acqua manca un punto d’appoggio stabile, si scivola e l’urgenza del momento rende tutto ancora più complicato. Bisogna invece riuscire a far entrare l’acqua tra il corpo e la presa di aspirazione. Occorre fare leva con un oggetto, cercando di sollevare leggermente il corpo: se entra l’acqua, il vuoto si interrompe e la persona può essere liberata. Nei casi verificatisi quest’anno, però, in cui un braccio o una gamba erano entrati direttamente nel tubo occludendolo completamente, è molto più difficile. Servirebbe un oggetto sottile che consenta di fare leva e creare un passaggio per l’acqua. In questi casi spegnere immediatamente la pompa è sicuramente utile. Se qualcuno a bordo vasca sa dove intervenire e riesce a farlo rapidamente, spegnere la pompa può davvero salvare la vita.
Quanto tempo passa tra lo spegnimento della pompa e la liberazione?
Non è immediato, ma parliamo comunque di poco tempo: in genere qualche secondo, fino a un massimo di 30-40 secondi. In teoria potrebbe capitare che, anche spegnendo la pompa, il vuoto creatosi impedisca comunque il rilascio del corpo. Personalmente, però, nei test che abbiamo effettuato non mi è mai successo. Posso quindi dire che spegnere la pompa offre probabilità molto elevate di liberare la persona, purché non si tratti di un intrappolamento dei capelli. Se invece sono rimasti impigliati i capelli, spegnere la pompa non basta, perché ormai sono già avvolti. In quel caso l’unica soluzione è tagliarli.
Il consiglio pratico qual è?
Chiamare immediatamente aiuto, spegnere la pompa il prima possibile e contemporaneamente cercare di fare leva per far entrare acqua tra il corpo e la presa di aspirazione.
Quanto conta il rispetto della normativa?
Conta moltissimo. Se le aspirazioni sono progettate e costruite correttamente nel rispetto delle norme, questi incidenti non possono verificarsi. La normativa prevede l’obbligo di verificare che la griglia sia presente, integra e correttamente posizionata. Per chi, come me, si occupa di normazione, sicurezza e progettazione di impianti di piscina, ciò che colpisce è che questi incidenti sono completamente evitabili. Non si tratta di guasti elettronici, cortocircuiti o malfunzionamenti imprevedibili. Si tratta semplicemente di errori di progettazione o di installazione di sistemi puramente meccanici.
Quali sono i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa?
Le norme sono diverse tra piscine domestiche e piscine aperte al pubblico. Per le piscine aperte al pubblico la normativa prevede che non ci sia mai un solo punto di aspirazione, ma almeno due dispositivi collegati tra loro prima della pompa. In questo modo, se uno viene completamente ostruito, l’acqua continua a passare attraverso l’altro e non si crea il vuoto necessario a intrappolare una persona. Possono poi esserci casi particolari, ad esempio con bambini molto piccoli rimasti completamente soli, ma in presenza di un adulto è normalmente possibile intervenire. La norma stabilisce inoltre requisiti tecnici specifici, come i limiti alla velocità dell’acqua in aspirazione. Infine impone che ogni dispositivo, prima di essere immesso sul mercato, venga sottoposto a prove specifiche di intrappolamento dei capelli, eseguite secondo procedure standardizzate e con campioni definiti dalla normativa.
Come può un genitore capire se una piscina è sicura?
Per una persona che non è un tecnico è praticamente impossibile valutarlo. Quello che consiglio è di educare i bambini: se avvertono una corrente che li attira o sentono un punto in cui l’acqua aspira con forza, devono allontanarsi immediatamente. Questi incidenti riguardano quasi sempre bambini e ragazzi proprio perché sono curiosi. Un adulto, se percepisce qualcosa di anomalo, tende ad allontanarsi. Un bambino, invece, vuole capire cosa succede e rischia di mettersi in pericolo. Per questo bisogna insegnare loro una regola molto semplice: se sentono un’aspirazione, non devono avvicinarsi né cercare di capire cos’è. Devono allontanarsi subito e avvisare un adulto, che potrà segnalarlo al personale della piscina.
Ci sono segnali che possono indicare un potenziale pericolo?
Sì, se avvicinandosi alla presa o appoggiando la mano si percepisce chiaramente la forza di aspirazione, è probabile che ci sia un problema di dimensionamento. La mano, infatti, non è in grado di chiudere completamente una presa di aspirazione, quindi se già così si avverte un forte risucchio è molto probabile che quella presa sia sottodimensionata. In condizioni normali, invece, l’aspirazione non dovrebbe essere percepibile.
Per le piscine domestiche, invece, le norme sono diverse?
Sì. Le regole sono leggermente più tolleranti, perché il presupposto è che il proprietario della piscina conosca il proprio impianto e sappia come utilizzarlo in sicurezza. Le differenze, comunque, non sono enormi. La principale è che nelle piscine domestiche è ancora consentita la presenza di una sola presa di aspirazione. Questo anche perché, normalmente, le pompe hanno una potenza inferiore rispetto a quelle delle piscine pubbliche, dato che le vasche sono più piccole. Diverso è il caso delle vasche con idromassaggio: qui la potenza delle pompe è maggiore e la normativa applica gli stessi criteri previsti per le prese di fondo utilizzate per lo svuotamento della piscina. Dal punto di vista normativo si sta valutando una possibile revisione della norma europea di riferimento. Essendo una norma tecnica condivisa da tutti i Paesi dell’Unione Europea, il confronto è ancora aperto e non c’è unanimità sulla necessità di renderla più simile a quella prevista per le piscine pubbliche. Sicuramente il tema va affrontato. Bisogna capire se la soluzione migliore sia rendere obbligatoria anche nelle piscine domestiche la doppia presa di aspirazione oppure individuare altre misure equivalenti. Al momento, comunque, la normativa continua a consentire la presenza di un’unica presa, purché rispetti precise caratteristiche tecniche.
Una piscina a norma è priva di rischi?
Esatto. Se un impianto è realizzato a regola d’arte e nel rispetto delle norme, il pericolo non c’è. È impossibile che si verifichino situazioni di rischio legate all’aspirazione. Le norme, anzi, sono molto prudenziali: tengono conto anche degli scenari più estremi e non soltanto delle normali condizioni di utilizzo. Nell’uso ordinario, infatti, il rischio è ancora più ridotto, perché l’acqua non viene aspirata soltanto dalla presa di fondo, ma anche dagli skimmer, cioè le aperture presenti sulle pareti della piscina, oppure dalla vasca di compenso nel caso delle piscine a sfioro. Le norme, però, prendono in considerazione anche eventuali situazioni anomale. Può capitare, ad esempio, che un manutentore inesperto chiuda tutte le altre linee di aspirazione lasciandone aperta una sola. Anche in quella condizione il singolo dispositivo deve essere progettato in modo da garantire la sicurezza. Negli impianti con idromassaggio questo problema è ancora più rilevante, perché il sistema aspira esclusivamente attraverso le prese dedicate all’idromassaggio. Proprio per questo tali dispositivi devono rispettare requisiti di sicurezza particolarmente rigorosi. Per questo motivo, gli impianti di idromassaggio rappresentano le situazioni a maggior rischio rispetto, ad esempio, alle normali prese di fondo utilizzate per lo svuotamento della vasca.
Le prese di fondo sono diverse dagli impianti di idromassaggio?
Sì. Le prese utilizzate per svuotare la vasca sono le cosiddette prese di fondo, perché si trovano sul fondo della piscina. Queste prese, normalmente, sono collegate anche ad altri punti di aspirazione, come gli skimmer o la vasca di compenso. Non lavorano quindi da sole. Per questo motivo, anche se non fossero progettate perfettamente e rimanessero aperte, nell’utilizzo ordinario è più difficile che rappresentino un pericolo. Diverso è il caso dei giochi d’acqua, degli scivoli, degli idromassaggi, delle fontane e delle cascate: tutti questi impianti aspirano direttamente dalla vasca e, se progettati male, possono diventare pericolosi. Va però detto che, se si rompe una griglia di protezione, il gestore non è obbligato a chiudere l’intera piscina: è sufficiente mettere fuori servizio il singolo impianto interessato. Basta togliere l’alimentazione elettrica all’idromassaggio o al gioco d’acqua, impedirne l’utilizzo e il problema viene eliminato.
Incidenti di questo tipo sono evitabili quindi?
Questi casi, invece, sono diversi. Sono completamente evitabili. Ed è proprio questo che li rende inaccettabili. Anche se il numero è contenuto, è assurdo che esistano ancora piscine potenzialmente pericolose. Negli ultimi anni i media hanno fatto un grande lavoro di informazione su questo tema. Oggi i gestori, i progettisti, i costruttori e gli installatori conoscono il problema. È arrivato il momento di dire basta e di lavorare con responsabilità. Se un impianto non può essere adeguato, bisogna rinunciare a quell’attrazione. Si chiude il gioco d’acqua, si elimina l’idromassaggio. Così si possono salvare delle vite.
Quanto costa adeguare gli impianti vecchi?
Quando una griglia si rompe e non viene sostituita, non è un problema economico. Una griglia costa poche decine di euro. In quei casi non parlerei di costi, ma di inconsapevolezza, nel senso letterale del termine: chi lascia aperta una piscina senza la griglia probabilmente non si rende conto del pericolo. Diverso è il caso di una piscina vecchia che richiede un adeguamento strutturale. Se bisogna rifare completamente il sistema di aspirazione, collegando nuove tubazioni fino alla sala pompe, può essere necessario demolire pavimentazioni, scavare fino al fondo della vasca e ricostruire l’impianto. In questi casi i costi possono essere molto elevati, anche dell’ordine di decine di migliaia di euro, fino a superare i 100.000 euro. A quel punto il gestore deve fare una scelta: adeguare l’impianto oppure rinunciare a quella specifica attrazione. La soluzione non può essere lasciarla in funzione. Si elimina la fontana, si disattiva l’idromassaggio, si chiudono definitivamente quelle prese e la piscina rimane sicura.