"Caso Russia", l'Ue raccomanda lo stop di 2 milioni di finanziamenti europei alla Biennale

Cronaca

La Commissione Ue ha "raccomandato ufficialmente" all'agenzia Eacea di "interrompere il contributo di 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia": l'annuncio social della vicepresidente Henna Virkkunen dopo "la riapertura del padiglione della Russia"

ascolta articolo

Dopo il "caso Russia"; la Commissione Ue ha "raccomandato ufficialmente" all'agenzia Eacea di "interrompere il contributo di 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia". Ad annunciarlo sui social è stata la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen. La decisione arriva "dopo una valutazione delle risposte della Biennale per giustificare la riapertura del padiglione della Russia".

Il "caso russia"

"La cultura in Europa - finanziata con il denaro dei contribuenti - dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna", ha sottolineata la commissaria finlandese. Il caso del padiglione russo era scoppiato in primavera. E nonostante la contestazione mossa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli la Fondazione ha tirato dritto, decidendo di ospitare il padiglione russo. La struttura, formalmente, non è mai stata aperta al pubblico e la Biennale ha sempre sostenuto che la sua presenza non violasse le sanzioni europee. Ma la polemica, dall'Italia, già nel marzo era arrivata a Bruxelles.

Leggi anche

La Russia alla Biennale di Venezia: la condanna di 22 Paesi europei

Le lettere per chiedere chiarimenti

La Commissione europea e l'agenzia Eacea hanno inviato diverse lettere alla Biennale per chiedere chiarimenti. E avevano avvertito la Fondazione che, fosse andata avanti, avrebbe rischiato di perdere i fondi. Il 9 maggio, però, la Biennale ha aperto con il padiglione russo. Era il giorno della festa dell'Europa e la coincidenza non ha fatto che aumentare l'irrigidimento dei vertici comunitari.

Approfondimento

Biennale, l’Ue: “Stop ai fondi se ci saranno i russi”. È polemica

La replica della Biennale

"Apprendiamo su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte, di decisioni assunte in merito al contributo alla Biennale di Venezia dell'European Education and Culture Executive Agency (EACEA)". Lo afferma la Biennale in una nota, specificando "di aver risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall'EACEA sul tema, e di attendere da essa una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti. In ogni caso proseguono i programmi interessati, che sono solo in maniera marginale co-finanziati dal contributo sopracitato".

La reazione della Lega: "La cultura non si piega ai diktat"

In Europa, inoltre, non è mai stata nascosta l'irritazione per le parole del vicepremier Matteo Salvini, che il 9 maggio era presente a Venezia. E proprio la Lega, dopo la decisione di tagliare i fondi, ha risposto alla Commissione. "La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo ce ne faremo una ragione", è stata la replica del Carroccio. Che ha annunciato che chiederà al governo di integrare le risorse tolte dalla Commissione. "La cultura non si piega ai diktat di Bruxelles".

Leggi anche

Biennale, Salvini al padiglione russo: ancora polemiche

Cronaca: i più letti