Ragazza sfregiata a Milano: “Ho pensato di morire”. Attesa la convalida dell'arresto

Cronaca
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La 23enne è stata aggredita nel pomeriggio di giovedì 9 luglio alla fermata della metro Duomo di Milano. "Non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare", ha detto alla polizia, riferendo anche la dinamica e gli insulti che Mohammed Saidi le ha rivolto. Firmata dalla pm Simona Ferraiuolo la richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere

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"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". Le parole sono della ragazza di 23 anni sfregiata da un uomo mentre si trovava alla fermata della metro Duomo a Milano. Il racconto dei drammatici momenti dell’aggressione è stato messo a verbale dagli inquirenti.

 

La 23enne ha spiegato tutta la dinamica dell’accaduto: “Improvvisamente, un uomo che io non avevo mai visto prima, si rivolgeva a me in lingua araba e con un tono intimidatorio esclamava: ‘Che c… guardi?’", si legge nel verbale. Poi la giovane ha riferito anche gli insulti che Saidi le ha gridato: “Mi urlava contro, gli ho chiesto di allontanarsi o avrei chiamato la polizia”. A quel punto Saidi si è avventato su di lei, estraendo un coltello e colpendola.

 

“Perdevo molto sangue e cominciavo a sentirmi male, mi girava la testa e temevo di svenire”. Tutti questi elementi sono contenuti nel provvedimento d’arresto dell’uomo, per il quale si attende la convalida: il 27enne è pericoloso e potrebbe colpire ancora, come si evince nella richiesta di custodia cautelare in carcere firmata dalla pm Simona Ferraiuolo. 

L'aggressione

Mohammed Saidi, che si trova in Italia senza permesso di soggiorno, era libero da poche ore quando, il pomeriggio di giovedì 9 luglio, ha aggredito la 23enne a causa di uno sguardo. La notte prima era stato fermato per una serie di furti e danneggiamenti su auto in sosta e poi rilasciato con divieto di dimora nel capoluogo lombardo. Dalle dichiarazioni della 23enne e dei testimoni, l'uomo le avrebbe detto "perché mi stai guardando?" e lei gli avrebbe risposto "non guardo te, sto parlando con un'amica", riferendosi a un'altra giovane che era là vicino assieme al fidanzato. Saidi, però, ha reagito avvicinandosi "di scatto". Poi le ha sputato due volte sul viso "in segno di disprezzo", ha detto la ragazza nel verbale, e l'ha colpita prima con un pugno e poi sfregiandola con un coltello. L’arma potrebbe essere stata buttata via durante la breve fuga e non è ancora stata ritrovata. 

Molti passeggeri, ha raccontato la vittima, si sono avvicinati per soccorrerla, mentre l'uomo era scappato "inseguito dai ragazzi che erano con me". Uno di loro è anche riuscito ad afferrarlo, ma poi il 27enne si è liberato dalla presa. Negli atti d'arresto Mohammed Saidi viene indicato come "sprovvisto di documento" e gli investigatori della Polizia locale hanno contestato anche l'ipotesi di "atti di violenza per motivi razziali" e "religiosi", oltre all'aggravante dei futili motivi. 

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Si indaga su eventuale coinvolgimento in ambienti radicali

Mohammed Saidi, come emerge dalle indagini, "è stato censito per la prima volta in Italia" quando sempre ieri, verso le quattro del mattino, è stato arrestato dalla Polizia per "furto all'interno di autovetture" in piazza Argentina. Dopo l'arresto, però, il giudice della direttissime lo aveva "scarcerato, con la misura cautelare del divieto di dimora a Milano". Saidi però non ha mai lasciato la città e poche ore dopo ha aggredito la 23enne. Nel verbale d'arresto si legge che "il nucleo Antiterrorismo dei Ros di Milano sta espletando controlli in Europa, per tramite Interpol, per verificare l'eventuale coinvolgimento in ambienti radicalizzati" del giovane.

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