Napoli, 24enne morta al Cardarelli dopo un intervento a pagamento: cosa sappiamo

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Francesca Tucci, 24 anni, studentessa di Giurisprudenza all'Università Parthenope, è morta il 2 luglio in terapia intensiva al Cardarelli di Napoli dopo un intervento chirurgico eseguito a pagamento, in regime di intramoenia. La Procura ha aperto un fascicolo con tre sanitari indagati e per martedì 7 luglio è fissato il conferimento dell'incarico per l'autopsia. Il padre denuncia di aver pagato oltre diecimila euro per un'operazione che, sostiene, non era salvavita

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Aveva 24 anni Francesca Tucci, la studentessa di Giurisprudenza dell'Università Parthenope morta il 2 luglio 2026 in terapia intensiva all'ospedale Cardarelli di Napoli dopo un intervento chirurgico eseguito a pagamento, in regime di intramoenia. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo con tre sanitari indagati, come atto dovuto, e per la giornata di martedì 7 luglio è fissato il conferimento dell'incarico ai periti per l'autopsia sulla salma, già sequestrata. Il padre, tramite il proprio legale e in un incontro con il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, ha denunciato di aver pagato oltre diecimila euro per un'operazione che, sostiene, non era salvavita.

 

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Francesca Tucci - Facebook

Un intervento in intramoenia

L'operazione a cui è stata sottoposta la 24enne è stata eseguita in regime di intramoenia, ovvero la libera professione che i medici del Servizio sanitario nazionale possono svolgere all'interno delle strutture pubbliche in cui prestano servizio. Il paziente sceglie il proprio chirurgo e paga di tasca propria la prestazione, che viene erogata negli spazi dell'ospedale pubblico: una quota della tariffa spetta al medico e all'équipe, un'altra all'azienda ospedaliera.

 

La formula, nata per contenere la fuga dei sanitari verso il privato puro e per accorciare le liste d'attesa, resta oggetto di discussione ricorrente. Nel caso di Francesca Tucci, secondo quanto riferito dal padre a Fanpage.it in un incontro con il deputato Borrelli, la famiglia avrebbe pagato oltre diecimila euro per l'intervento e altri 500 euro al giorno per la stanza di degenza. "Non era un intervento salvavita, mia figlia stava bene", ha detto Vincenzo Tucci, spiegando che la 24enne soffriva di una sindrome che le causava gonfiore addominale in presenza di determinati alimenti. Sulla stessa vicenda Borrelli ha espresso perplessità: "Lavorare nel pubblico è una missione. Si poteva programmare l'intervento".

La denuncia della famiglia

"Ho pagato e malgrado ciò ho visto morire mia figlia": è la sintesi affidata da Vincenzo Tucci, 60 anni, al proprio avvocato all'indomani della morte della figlia. La famiglia, assistita dai legali Massimo Lanna, Massimo D'Errico e Francesco Petruzzi, ha sporto denuncia venerdì 3 luglio al commissariato dell'Arenella, adiacente all'ospedale.

 

In un successivo incontro con il deputato Borrelli, ripreso in una diretta Facebook del parlamentare, il padre ha quantificato in oltre diecimila euro la spesa sostenuta per l'operazione, cui si sarebbero aggiunti 500 euro al giorno per la stanza. "Non era un intervento salvavita, mia figlia stava bene", ha detto Vincenzo Tucci, spiegando che la 24enne soffriva di una sindrome che le causava gonfiore addominale in presenza di determinati alimenti.

Il fascicolo della Procura

L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Mario Canale. Nel registro degli indagati, come atto dovuto, sono iscritti il chirurgo Felice Pirozzi e i sanitari Giuseppe Magno e Francesca Duro. Oltre alla salma, la Procura ha disposto una serie di acquisizioni per ricostruire la dinamica clinica dell'intervento e del decesso. Il conferimento dell'incarico per l'autopsia è fissato per martedì 7 luglio: a rappresentare gli interessi della famiglia, come reso noto dall'avvocato Petruzzi, saranno il medico legale Luca Scognamiglio, già impegnato nel caso del piccolo Domenico Caliendo, e il professor Maurizio Gentile.

 

"Il processo si fa in aula, non sui media"

Sulla vicenda è intervenuto anche Gabriele Di Criscio, legale del chirurgo Pirozzi, con una nota diffusa il 7 luglio in replica alle dichiarazioni rese dal deputato Borrelli nella diretta social del giorno precedente. "In uno Stato di diritto, le responsabilità si accertano esclusivamente nelle sedi giudiziarie competenti, attraverso il contraddittorio tra le parti e nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali", ha scritto Di Criscio. "Ogni tentativo di trasferire il confronto processuale sul terreno mediatico rappresenta una deriva che non giova all'accertamento della verità".

 

Il legale ha definito "ancora più grave" l'invocazione pubblica di provvedimenti disciplinari o di sospensione a carico del proprio assistito, misure a suo avviso richieste "sulla base di affermazioni prive di riscontro e prima ancora che gli accertamenti tecnici siano stati eseguiti". "Assolutamente inopportuno", per Di Criscio, anche il riferimento fatto in diretta ad altri procedimenti penali che in passato hanno riguardato Pirozzi, "quasi che la mera esistenza di pregresse iscrizioni nel registro degli indagati possa costituire indice di colpevolezza".

Il cordoglio dell'Università Parthenope

L'ateneo dove Francesca era iscritta al corso di Giurisprudenza ha affidato ai social il proprio cordoglio. "La prematura scomparsa della nostra studentessa Francesca Tucci ci addolora profondamente", si legge in un post pubblicato dall'Università Parthenope. "Una ragazza bella e solare che studiava giurisprudenza tra i banchi della nostra Università, una giovane vita spezzata mentre progettava il suo futuro con determinazione ed impegno. Tutta la comunità accademica si stringe con commozione al dolore della famiglia e di quanti le hanno voluto bene".

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