Il procuratore di Sulmona ha effettuato nuovi sopralluoghi, ascoltato testimoni e disposto una perquisizione mentre resta al vaglio anche l'ipotesi di un'adozione illegale. Le ricerche proseguono con controlli su telefoni, sentieri, casolari e aree montane. La famiglia, tramite il legale, ha depositato nuove segnalazioni e manifesta crescente preoccupazione per l'assenza di notizie
Proseguono le indagini sulla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno (Latina) e sparite dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi. A due settimane dall'allontanamento delle due minorenni, il procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha effettuato un sopralluogo nel paese dell'Alto Sangro e ha ascoltato alcune persone ritenute utili all'inchiesta, tra cui il fidanzato diciottenne di Alisya e altre due suoi amici.
Il sopralluogo e gli ultimi movimenti
Il pm si è recato anche al Bar Lupo, l'ultimo luogo in cui le due ragazze sono state riprese dalle telecamere la sera precedente alla scomparsa. Un passaggio considerato rilevante per ricostruire gli ultimi movimenti e verificare ogni elemento utile all'indagine. Al momento non risultano provvedimenti restrittivi né fermi di polizia.
Le audizioni e la perquisizione
Il fidanzato della sedicenne, un giovane egiziano conosciuto all'interno della struttura, non è indagato ed è stato ascoltato per un'ora e mezza dal procuratore e per cinque ore dai carabinieri. La sua abitazione è stata perquisita per raccogliere eventuali elementi utili alle indagini. La procura di Sulmona sta valutando diverse ipotesi, inclusa quella di una possibile adozione illegale.
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La nuova integrazione alla denuncia
L'avvocato della madre delle due minori, Enrico Mastantuono, ha annunciato all'Ansa un'integrazione della denuncia che includerebbe un nuovo audio. Secondo l'avvocato si tratta di una registrazione di sei secondi "in cui un'operatrice di una casa famiglia, infastidita da Sarah che voleva passare altro tempo al telefono con la mamma, ha detto: 'hai rotto, riattacca'". "Non posso dire di quale casa famiglia si tratta - aggiunge il legale -, ma l'audio della registrazione tra poche ore sarà pronto per diventare materiale probatorio".
Avvocato: "La madre pensa che siano morte"
Mastantuono riferisce che la madre, Valentina teme che le figlie non siano più in vita: "perché dice che è impossibile che se sono ancora vive non abbiano trovato il modo di tornare da me'". "Il silenzio di Valentina - aggiunge - è un silenzio-verità, perché non si può quantificare il dolore di una mamma. Lei sa bene come stanno le cose, il marcio che c'è sotto e che ha portato alla tragedia. Lei non è una showgirl, c'è chi fa il frontman in questa situazione, ma lei non fa la showgirl". Secondo il legale, "tutta questa storia avrà sicuramene un lieto fine perché non sono stati trovati i corpi. La ragione mi dice questo, il cuore mi dice ben altro. Perché le ragazzine non possono stare senza punti di riferimento per due settimane. Mi fa ben sperare la notizia che avrebbero portato con sé trucchi ed effetti personali". "Valentina e il compagno Vincenzo, di Torre del Greco - conclude Mastantuono -, sono insieme a Minturno. Vincenzo l'ha accompagnata quando lei è andata a trovare le figlie il 17 maggio, l'ultima volta. Ha scaricato la macchina. Lui è un'altra vittima, sarà un'altra costituenda parte civile in tutta questa storia".
Le piste investigative e il telefono sotto monitoraggio
La Procura di Cassino, competente per altri aspetti dell'inchiesta, ribadisce che le due minori non sono sole. Tra gli elementi più rilevanti c'è uno dei tre telefoni utilizzati dalle ragazze, ora sotto monitoraggio e intestato a un amico di Youssef.
Le ricerche tra Abruzzo e Lazio
Le attività di ricerca proseguono in Abruzzo e Lazio. Gli uomini del soccorso alpino della guardia di finanza di Roccaraso hanno battuto sentieri e ispezionato casolari sopra il lago di Barrea, utilizzando anche droni per scandagliare la diga. I vigili del fuoco hanno ripercorso il fiume Sangro e altre zone montane, finora senza esito.