Maturità 2026, un testo di Quintiliano nella versione di latino della seconda prova

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L'opera è tratta dal I Libro dell'Institutio Oratoria sulla musica e si tratta di una delle riflessioni pedagogiche più mature dell'antichità. A studenti e studentesse viene chiesto di tradurre il brano e rispondere a tre quesiti a risposta aperta su interpretazione, analisi e approfondimento

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Per la versione di latino della seconda prova della Maturità 2026, a studenti e studentesse del liceo classico viene chiesto di misurarsi con un'opera di Quintiliano. L'autore, il cui brano d'esame è tratto dal I Libro dell'Institutio Oratoria sulla musica, non veniva selezionato per l'esame di Stato dal 2013.

L'esame prevede la traduzione del testo e la risposta a tre quesiti 

L'opera rappresenta una delle riflessioni pedagogiche più mature dell'antichità, l'unica di Quintiliano a esserci pervenuta per intero. Nel passo oggetto d'esame, l'autore affronta il tema della musica come fondamento della formazione del perfetto oratore. Dopo lo svolgimento della prima parte, che consiste nella traduzione del testo in lingua latina, studenti e studentesse devono rispondere a tre quesiti, a risposta aperta, sulla comprensione e interpretazione del testo, sull'analisi linguistica e stilistica, sull'approfondimento e riflessioni personali. I candidati possono scrivere un massimo di 10/12 righe di foglio protocollo, o rispondere con uno scritto unico, presentato nella forma del commento al testo, purchè contenga tutte le risposte alle domande presentate e non superi le 30/36 righe. La durata massima della prova corrisponde a sei ore e, come sempre, è consentito l'uso dei vocabolari di italiano e latino, oltre al dizionario bilingue.

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Prima parte: traduzione di un testo in lingua latina

Pre-testo

Atqui claros nomine sapientiae viros nemo dubitaverit studiosos musices fuisse, cum Pythagoras atque eum secuti acceptam sine dubio antiquitus opinionem vulgaverint mundum ipsum ratione esse conpositum, quam postea sit lyra imitata, nec illa modo contenti dissimilium concordia, quam vocant ἁρμονίαν sonum quoque his motibus dederint.

 

Eppure, non vi è dubbio che uomini illustri per sapienza furono appassionati di musica: tant'è vero che Pitagora e i suoi seguaci divulgarono l'opinione, certamente loro tràdita da filosofi precedenti, che il mondo ha la stessa struttura che poi la lira avrebbe imitato; e non contenti di quella “concordia di dissonanze”, da loro detta harmonia, attribuirono a questi movimenti anche il suono.

 

Testo

Nam Plato cum in aliis quibusdam tum praecipue in Timaeo ne intellegi quidem nisi ab iis, qui hanc quoque partem disciplinae diligenter perceperint, potest. De philosophis loquor, quorum fons ipse Socrates iam senex institui lyra non erubescebat: duces maximos et fidibus et tibiis cecinisse traditum, exercitus Lacedaemoniorum musicis accensos modis. Quid autem aliud in nostris legionibus cornua ac tubae faciunt? Quorum concentus quanto est vehementior, tantum Romana in bellis gloria ceteris praestat. Non igitur frustra Plato civili viro, quem πολιτικόν vocat, necessariam musicen credidit. Et eius sectae, quae aliis severissima, aliis asperrima videtur, principes in hac fuere sententia, ut existimarent sapientium aliquos nonnullam operam his studiis accommodaturos et Lycurgus, durissimarum Lacedaemoniis legum auctor, musices disciplinam probavit. Atque eam natura ipsa videtur ad tolerandos facilius labores velut muneri nobis dedisse, si quidem et remigem cantus hortatur;

 

Post-testo

Nec solum in iis operibus, in quibus plurium conatus praeeunte aliqua iucunda voce conspirat, sed etiam singulorum fatigatio quamlibet se rudi modulatione solatur.


e non solamente là dove lo sforzo collettivo viene compiuto ritmicamente con una lieta canzone intonata da qualcuno, ma anche nel lavoro compiuto da soli, qualsiasi motivo, anche se popolare, suole alleviare la fatica.

Edizione a cura di R. FARANDA e P. PECCHIURA, Torino, UTET, 2^, 1979.

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Seconda parte: tre quesiti a risposta aperta

I quesiti sono relativi alla comprensione e interpretazione del brano, all’analisi linguistica, stilistica ed eventualmente retorica, all’approfondimento e alla riflessione personale. Il limite massimo di estensione è di 10/12 righe di foglio protocollo. Il candidato può altresì rispondere con uno scritto unitario, autonomamente organizzato nella forma del commento al testo, purché siano contenute al suo interno le risposte ai quesiti richiesti, non superando le 30/36 righe di foglio protocollo.

  1. Comprensione / interpretazione

Si illustri il contenuto del brano, mettendo in luce la tesi sostenuta dall’autore circa il valore della musica e illustrando gli argomenti e gli esempi attraverso i quali esso viene dimostrato.

  1. Analisi linguistica e/o stilistica

Si analizzino le scelte lessicali e sintattiche operate dall’autore, soffermandosi sul campo semantico della musica e della vita civile, sul lessico filosofico e tecnico impiegato.

  1. Approfondimento e riflessioni personali

A partire dal brano proposto e alla luce del proprio percorso di letture e di esperienze personali si rifletta sul ruolo della musica nella società antica ed in quella contemporanea.

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