Nel tribunale di Imperia compariranno davanti al gip per la convalida dell’arresto Emanuela Aiello, ed Emanuel Iannuzzi, attualmente in carcere perché indagati in concorso per maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola Beatrice, figlia di 2 anni della donna. Dalle carte dell’inchiesta emerge un quadro di violenze e maltrattamenti anche per le due sorelline maggiori della vittima
Si svolgeranno domani, mercoledì 3 giugno, nel tribunale di Imperia gli interrogatori di convalida dell'arresto di Emanuela Aiello, 43 anni, ed Emanuel Iannuzzi, 42 anni, che attualmente si trovano in carcere in virtù di una misura cautelare perché indagati in concorso per maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola Beatrice, figlia di 2 anni della donna.
Gli interrogatori
Il primo a comparire davanti agli inquirenti sarà Iannuzzi, la cui convalida dell'arresto è fissata alle 12. Poi sarà sentita Aiello. A differenza del compagno, la mamma di Beatrice si trova in carcere dal 9 febbraio, giorno in cui era stata accusata di omicidio preterintenzionale in concorso per la morte della bambina. La contestazione è poi stata cambiata a dopo le indagini che hanno portato la Procura a contestare il reato di maltrattamenti aggravati che hanno causato la morte della bambina. Un aggravamento della posizione dei due indagati, come ha spiegato il procuratore di Imperia Alberto Lari: "Se l'omicidio preterintenzionale è punito da 10 a 18 anni, il maltrattamento aggravato dalle due circostanze contestate prevede una pena da 12 a 24 anni”.
Le violenze sulla bimba
Da quanto si legge nell’ordinanza del gip, la piccola Beatrice era sottoposta a continue violenze fisiche. Due giorni prima di morire, una coppia di amici l’aveva vista con lividi e tumefazioni, a letto, sofferente. Le altre due figlie della donna, di 7 e 9 anni, sentite in audizione protetta, hanno raccontato vari episodi in cui hanno chiesto tra le lacrime sia alla mamma che al suo compagno di portare la sorellina in ospedale, ma sono sempre state zittite. Nel telefono dell’uomo, descritto “di indole crudele”, sono stati trovati foto e video che testimoniano i maltrattamenti.
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Il decesso
Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio scorso Beatrice è stata colpita più volte con un oggetto contundente ancora non identificato. Colpi che ne hanno causato la morte. Per giustificare lividi e tumefazioni, la coppia aveva raccontato agli inquirenti di una caduta, una scusa che era apparsa subito inverosimile.
Le sorelline abbandonate dalla madre
Tra le carte dell'inchiesta emerge che le due sorelline di 7 e 9 anni sono state sostanzialmente abbandonate dalla madre. Secondo quanto sta emergendo, Emanuela Aiello aveva “isolato” le proprie figlie dal resto del mondo. "Bambine adultizzate", scrivono gli assistenti sociali nella relazione inclusa nel fascicolo del pm, che nonostante la giovanissima età accudivano Beatrice, pulivano casa, andavano a scuola con buon profitto. Anche loro erano soggiogate e maltrattate dalla madre e dal compagno. Proprio i comportamenti della donna verso le due bambine sono al vaglio della magistratura. Non è escluso, anche se per il momento non c'è conferma, che possa essere accusata anche di abbandono di minori.