Italia, cala il consumo delle sigarette tradizionali ma crescono le elettroniche

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Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, dimuisce il consumo di sigarette, ma non il fumo. Tra i giovani, il prodotto più diffuso è la sigaretta elettronica, soprattutto tra le ragazze

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In Italia diminuisce il consumo di sigarette tradizionali, ma aumenta la diffusione di sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e nuove forme di assunzione della nicotina. Preoccupano i giovani e le donne, categorie nelle quali i nuovi prodotti stanno guadagnando terreno.

Iss: "La sigaretta elettronica è il prodotto più diffuso tra i giovani"

Crolla il fumo tradizionale, ma lo svapo e le bustine di tabacco azzerano i cali storici. È il quadro che emerge dalle indagini del sistema di sorveglianza Passi e del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità, presentate in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. I dati mostrano che oltre 850mila adolescenti tra i 14 e i 17 anni e circa 93mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato, nell'ultimo mese, prodotti contenenti tabacco o nicotina. 

Secondo l'Iss, la sigaretta elettronica è oggi il prodotto più diffuso tra i giovani e, in particolare, tra le ragazze. Tra gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, infatti, il consumo riguarda il 6,9% delle femmine contro il 4,8% dei maschi. Nelle scuole superiori le percentuali salgono rispettivamente al 44,2 e al 30,3%.

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Cresce l'utilizzo di più prodotti con nicotina contemporaneamente

Gli esperti segnalano inoltre una crescita dell'uso quotidiano e del policonsumo tra i più giovani. Oltre la metà degli studenti consumatori tra gli 11 e i 13 anni, pari al 51,4%, utilizza contemporaneamente più prodotti contenenti nicotina. In aumento anche la diffusione delle bustine di nicotina. Tra i ragazzi di età compresa tra 14 e 17 anni, il 9,1% dichiara di averle provate almeno una volta nella vita, contro l'8,2% del 2025 e il 3,8% del 2024. L'utilizzo negli ultimi trenta giorni riguarda il 3,3% degli studenti, con una prevalenza maggiore tra i maschi. "Le indagini evidenziano inoltre un'associazione tra consumo di nicotina, maggiore frequenza di consumo di alcol e ubriacature, livelli più elevati di ansia e depressione e minore benessere psicologico", sottolinea Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Iss.

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Il consumo di sigarette tradizionali diminuisce, ma non il fumo

Tra gli adulti il quadro appare più articolato. Secondo il sistema di sorveglianza Passi, tra il 2008 e il 2025 il consumo esclusivo di sigarette tradizionali, tra i 18 e i 69 anni, è sceso dal 30 al 18%. Tuttavia, considerando anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, la riduzione complessiva dei consumatori di nicotina è molto più limitata, passando dal 30 al 27%. Un fenomeno particolarmente evidente tra le donne: mentre il consumo esclusivo di sigarette tradizionali è diminuito dal 25 al 15 per cento, la quota complessiva di donne che utilizzano prodotti contenenti nicotina è passata soltanto dal 25 al 23%. Una situazione analoga si osserva tra i giovani adulti. Nella fascia tra 18 e 24 anni il consumo esclusivo di sigarette tradizionali è sceso dal 34 al 14%, ma il consumo complessivo di nicotina è diminuito solo dal 34 al 31%. Tra i 25 e i 34 anni il fumo tradizionale è passato dal 37 al 20%, mentre il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina è rimasto elevato, scendendo appena dal 37 al 34%. 

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