I magistrati di Roma hanno chiesto alla giunta per le autorizzazioni di poter acquisire tutte le conversazioni avvenute fra il prestanome del clan Senese che sta scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni e l’ex sottosegretario alla Giustizia. Si valuta se inserire negli atti l’audizione avvenuta ieri in commissione Antimafia. Legale Caroccia: "In chat nulla su criminalità organizzata"
La procura di Roma ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni della Camera di poter acquisire tutte le conversazioni avvenute fra il prestanome Mauro Caroccia, che sta scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni, e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Una richiesta, come anticipato dal Corriere della Sera, arrivata nell’ambito dell’indagine sul riciclaggio del clan Senese. I pm capitolini nelle scorse settimane avevano sequestrato il telefonino di Caroccia e ora chiedono di acquisire le chat con il parlamentare, che non è indagato e che è stato azionista della società "Le cinque forchette" proprietaria del ristorante "La bisteccheria d’Italia". I magistrati stanno valutando inoltre se inserire negli atti l’audizione di ieri dell’ex sottosegretario in commissione Antimafia.
L'audizione di Delmastro in commissione Antimafia
Ieri, infatti, a distanza di mesi è arrivata l'autodifesa pubblica dell'ex sottosegretario ascoltato in commissione Antimafia. "Su Caroccia non ne sapevo nulla. Non so come sia possibile che nessuno degli apparati ne abbia avuto contezza. Sotto questo profilo mi sento, tra virgolette, vittima anch'io. Non ho googlato prima, se lo avessi fatto non avrei costituito la società, non avrei perso dei soldi e non mi sarei dimesso. Purtroppo ho commesso un errore, una leggerezza politica. In quel ristorante ho invitato a cena tanti colleghi, tra cui diversi esponenti di FdI: ma questo non è un reato" ha dichiarato Delmastro. Il caso si è aggravato dopo che Caroccia da alcuni mesi è risultato nuovamente indagato, assieme alla figlia, anche per riciclaggio, dopo la costituzione nel 2024 di una società in cui tra gli azionisti figurava anche il deputato di Fratelli d'Italia, all'epoca ancora sottosegretario al ministero della Giustizia: da quel ruolo si è dimesso il 24 marzo, proprio a seguito del caso politico giudiziario e all'indomani della sconfitta al referendum costituzionale.
Audizione in parte secretata
Nella sua lunga audizione, in parte secretata, Delmastro ha ricostruito la genesi dei suoi affari con i Caroccia, cominciata qualche anno fa alla 'Bisteccheria d'Italia': "Nessuno mi ha consigliato il locale. Non ricordo se consultando le app ci siamo fermati lì ma era comunque pieno: aveva una struttura simpatica e così dopo qualche mese ci finii per la prima volta. Ci andai anche in seguito e nel frattempo Caroccia mi disse che il ristorante era troppo grande e voleva avviare con la figlia una nuova attività in un contesto più piccolo. I notai non mi hanno dato alcun alert relativo all'antiriciclaggio, ero in buona fede". "Ovviamente - ha aggiunto - se avessi saputo non ci sarei andato mai più. La precipitosa fuga dalla società lo testimonia inequivocabilmente: il 18 febbraio vi sarebbe stata la condanna definitiva di Caroccia e il 27 febbraio io ero fuori dalla srl, così come hanno fatto tutti gli altri soci, disinteressati al fatto che questo comportava perdere ogni investimento fatto. La mia quota finanziamento come socio era stata di 25mila euro, più altri 1.500 euro dopo". L'ex sottosegretario ha ammesso di aver invitato lì vari colleghi di partito, come Giovanni Donzelli o Michele Schiano. Così come ha ricordato la cena, di cui fu diffusa anche una foto seguita da polemiche, con i vertici del Dap e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Durante l'audizione la stessa presidente della commissione, Chiara Colosimo, ha invitato a una riflessione sulla necessità di prevenire il rischio che parlamentari ignari possano ritrovarsi ad aver a che fare con ristoranti di soggetti legati alla mafia. Ma tra le opposizioni c'è chi getta ombre su un nesso con l'inchiesta milanese dell'antimafia 'Hydra', in cui secondo le informative alcuni esponenti di FdI avrebbero avuto contatti con il clan Senese. Di fronte ad alcune domande Delmastro ha commentato: "Sembra un clima da autodafé durante l'inquisizione del medioevo. Non mi sento inadeguato" e "non ci sono attualmente non ho evidenze di riciclaggio", ma al contempo in un altro passaggio ha ironizzato: "Ormai sono diventato vegetariano e mi sono convertito. Non mangio più carne". "l'audizione di Delmastro è stata evasiva, è inadeguato", commentano i parlamentari dem in commissione mentre o membri M5s definiscono il "quadro di infiltrazioni mafiose devastante" e Avs chiede le dimissioni del deputato.
Approfondimento
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Difesa Caroccia: "In chat nulla su criminalità organizzata"
La replica alla richiesta della Procura di acquisire le conversazini tra Caroccia e Delmastro è arrivata da Fabrizio Gallo, legale del prestanome condannato, il quale sostiene che, sulla base degli elementi a sua conoscenza, "in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all'epoca rivestiva Delmastro ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata". Il difensore ha aggiunto: "Credo che il Parlamento non abbia alcun problema a dare il via libera all'utilizzo delle chat. In quei dialoghi, sempre in base a quanto è a mia conoscenza, non ci sono riferimenti ad attività illecite, al riciclaggio o a soldi del clan. Anzi quei dialoghi possono essere utili ad escludere che ci sia anche una minima somma relativa all'ipotesi accusatoria della Procura".