Personale Ata, contratti brevi violano diritto Ue: Italia bocciata da Corte di Giustizia

Cronaca

Accolto il ricorso della Commissione contro l'Italia riguardo i rapporti di lavoro a termine. I giudici rilevano l'assenza di limiti alla durata e al numero dei contratti, oltre a un requisito che incentiva l'uso prolungato del tempo determinato per esigenze in realtà permanenti

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Il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) negli istituti di istruzione pubblica viola il diritto dell'Unione. Lo ha stabilito la Corte Ue di Giustizia accogliendo il ricorso della Commissione europea. Per l'esecutivo tale sistema "è incompatibile con la normativa dell'Unione in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro ricorso e favorisce le procedure di assunzione a tempo indeterminato". Per questo motivo la Commissione ha presentato ricorso per inadempimento contro l'Italia dinanzi alla Corte di giustizia. La Corte ha accolto il ricorso.

Durata e limiti dei contratti

Nel dispositovo, la Corte di Lussemburgo "rileva che il quadro normativo italiano non stabilisce alcuna durata massima né un numero massimo di contratti a tempo determinato per il personale Ata. In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi organizzati per garantire lo status di dipendente a tempo indeterminato al personale Ata, la Corte ritiene, in particolare, che il requisito secondo cui la partecipazione a tali concorsi presuppone aver completato almeno due anni di servizio con un contratto a tempo determinato incoraggi il ricorso a tali contratti durante quel periodo minimo di due anni, anche se, in realtà, essi rispondono a esigenze di organico permanenti e a lungo termine".  "L'Italia - proseguono i giudici - non può invocare un'esigenza di flessibilità, poiché la legislazione italiana non definisce circostanze specifiche e concrete che giustifichino il ricorso a contratti di lavoro a tempo determinato successivi per il personale Ata e garantiscano che tali contratti rispondano effettivamente a tale esigenza di flessibilità. Infine, l'organizzazione, nel recente passato, di concorsi finalizzati all'assunzione a tempo indeterminato del personale Ata non è nemmeno in grado di prevenire gli abusi derivanti dal ricorso a contratti a tempo determinato successivi, a causa della sua natura ad hoc e imprevedibile".

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