Accusato dell'omicidio della moglie, texano fugge in Italia per evitare la pena di morte

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Scappato dagli arresti domiciliari a Houston, il cittadino americano Lee Mongerson Gilley è stato arrestato all'aeroporto di Malpensa e trasferito al carcere di Torino. In tribunale si professa innocente 

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Lee Mongerson Gilley è fuggito in Italia per evitare la pena di morte nel suo Paese. Accusato dell'omicidio della moglie incinta, il cittadino americano si trovava agli arresti domiciliari in Texas quando è scappato dagli Stati Uniti. Dopo il fermo all'aeroporto di Malpensa, l'uomo ha presentato richiesta di protezione internazionale. Attualmente è detenuto nel carcere Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino in attesa della decisione dei giudici. Interrogato in tribunale durante l'udienza di convalida del fermo preventivo, Gilley ha difeso la propria innocenza.

Gilley si dichiara innocente: "Colpevole solo di essere scappato"

Il 39enne è comparso questa mattina di fronte alla giudice, Marta Sterpos, alla Corte d'Appello di Torino, per l'udienza di convalida del fermo preventivo. "L'unico crimine che è commesso è stato scappare" dagli Stati Uniti, ha affermato l'uomo ribadendo la propria innocenza al Palazzo di Giustizia. Durante l'udienza, Gilley si è opposto all'estradizione, chiedendo che la procedura per la richiesta di protezione internazionale in Italia vada avanti. In aula, ha rilasciato dichiarazioni spontanee sostenendo di essere fuggito "per evitare di essere ucciso".  "Non c'è rischio di fuga", sottolinea l'avvocata Monica Grosso, che assiste l'uomo e che ha presentato istanza per la cessazione della misura cautelare "perché non compatibile attualmente con le garanzie dello Stato italiano in relazione alla pena di morte e all'eventuale condanna all'ergastolo senza condizionale, supportati da una recente sentenza della Corte europea contro l'Ungheria". L'avvocata ha inoltre richiesto che Gilley torni al Cpr dove era stato inizialmente trasferito per "poter coltivare in maniera adeguata una speranza di protezione internazionale, che è complicata da coltivare quando si è in carcere".

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Dalla fuga dal Texas all'arrivo al carcere di Torino

Gilley era agli arresti domiciliari a Houston in attesa di processo quando ha deciso di tagliare il braccialetto elettronico per sfuggire alla pena di morte. L'accusa è di aver strangolato e ucciso la moglie incinta, Christa Bauer Gilley, nell'ottobre 2024. Un reato che in Texas, per via della gravidanza, può essere considerato duplice omicidio. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo avrebbe attraversato il Canada per viaggiare verso l'Europa con documenti finti intestati a due persone diverse: prima a un cittadino belga, Oliver Lejeune, poi all'americano Jan Malet. Ma al suo arrivo a Malpensa, le autorità italiane si sono rese conto delle incongruenze nei documenti, fino a scoprirne la vera identità e arrestarlo. Dopo il fermo e il trasferimento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, l'uomo ha presentato richiesta di protezione internazionale per evitare la pena capitale negli Stati Uniti. Dopo il Cpr, Gilley è stato trasferito nel carcere Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, dove resta detenuto in attesa delle decisioni della magistratura italiana sull’estradizione. Intanto, l'Interpol ha emesso un mandato di cattura internazionale. In attesa che i giudici si pronuncino, l'ipotesi è che l'Italia subordini l'eventuale estradizione alla garanzia che non venga applicata la pena di morte.

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