Acca Larenzia, prosciolti per saluti romani: pm impugnano sentenza

Cronaca
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La procura di Roma ha presentato ricorso in appello contro la sentenza del gup che il 20 febbraio ha assolto 29 imputati per apologia del fascismo

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La Procura di Roma ha presentato ricorso in appello contro il proscioglimento in primo grado di 29 persone, quasi tutte appartenenti a CasaPound, che il 7 gennaio 2024 fecero il saluto romano nel corso della commemorazione per Acca Larentia. Per i pm, infatti, si tratta di violazione delle leggi Mancino e Scelba, quella che punisce l'apologia del fascismo. Per il gup che ha prosciolto gli imputati il 20 febbraio scorso, invece, "non emerge che la riunione, attraverso l'utilizzo della simbologia di matrice fascista, abbia inteso diffondere contenuti riconducibili a odio razziale, o a discriminazione etnica o a propaganda suprematista".

I pm: "Manifestazione apologetica"

Nell'impugnazione i pm affermano che la decisione del gup non coglie "la forza della manifestazione apologetica realizzata in maniera organizzata, palesemente evocativa dei rituali di piazza del ventennio fascista: come si vede nelle immagini, le persone sono tutte vestite con colore scuro, con lampante richiamo alla divisa fascista delle 'camicie nere'. Ne è riprova che, dopo la diffusione delle sole immagini, diffuse anche sui tg nazionali forte è stata la polemica istituzionale, tant'è che anche la Commissione Ue è dovuta intervenire in merito".

"Un gesto collettivo e organizzato"

Nell'atto, la procura afferma inoltre che il giudice ha "omesso totalmente di considerare la modalità di realizzazione di condotta da parte degli imputati, trattandosi non di un gesto effettuato dal singolo in una manifestazione o riunione pubblica bensì di un gesto collettivo, organizzato, come tale già di per sé carico di quella portata offensiva certamente idonea a integrare il rischio di proselitismo, tanto da attirare gente da tutto il territorio nazionale che, pur venendo a Roma per la commemorazione, non ha partecipato ad altri eventi ma soltanto al rituale del saluto romano, riconoscendosi in esso". 

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