Terremoto Friuli, Mattarella e Meloni a Gemona: “Modello per Italia intera"

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In occasione del 50esimo anniversario del violentissimo sisma che nel 1976 colpì la Regione, il presidente della Repubblica e la premier Meloni hanno deposto una corona di fiori in ricordo delle quasi mille vittime. Presente anche il governatore Massimiliano Fedriga

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“Il 6 maggio 1976 questa regione fu devastata… Quasi mille le vite improvvisamente spezzate. La morte, le grida soffocate, le macerie entrarono nella testa e nel cuore e si conficcarono negli animi. Il lutto raggiunse ogni famiglia. Come nella guerra”. A 50 anni dal terremoto che ha colpito il Friuli Venezia Giulia oggi "non stiamo facendo memoria" perché si tratta di "un evento che ha segnato la storia di questi territori e di queste comunità e dell'intera Italia". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Gemona in occasione delle cerimonie per l'anniversario del sisma. "Le popolazioni" duramente colpite dal terremoto – ha detto ancora il Capo dello Stato - "seppero opporre determinazione e grande energia" ai tragici eventi, "la volontà di una vita che ricomincia attingendo dalla cultura e dal carattere friulani: viene da pensare che il concetto di resilienza trovi qui la sua origine". "Non bisogna limitarsi alla mitigazione" degli effetti delle catstrofi naturali ma bisogna, "per quanto possibile, prevenirli".

Il "modello Friuli"

"Il nostro Paese conserva formidabili risorse morali di umanità e senso di unità, che sa esprimere nei momenti più difficili, prezioso patrimonio sociale e civile. E' accaduto in Friuli. Era già accaduto prima altrove. E questa storia generosa si è sovente riproposta" ha detto ancora il presidente della Repubblica in occasione del 50esimo anniversario del terremoto del 1976. "Dopo le scosse di maggio, nel settembre di quel '76 un nuovo durissimo colpo azzerò parte del lavoro fatto in estate. Ma le comunità colpite  non se ne fecero travolgere. Lo esprime un bel detto friulano, molto noto - che io non ripeto per rispetto della pronuncia della lingua friulana. La devastazione materiale - è il senso di quel detto - non ha neppure scalfito la roccia, vale a dire la tenacia, la profonda identità delle genti friulane. La rete delle autonomie locali, forme di democrazia partecipativa vissuta con orgoglio, un rapporto nuovo con le istituzioni nazionali, hanno contribuito a costruire ciò che poi è stato chiamato 'modello Friuli'". 

Meloni: "Dopo il sisma ondata di solidarietà"

Dopo il sisma del 1976, i friulani "riuscirono a trasformare una tragedia in modello per l'Italia intera, il modello Friuli, il miglior modello di ricostruzione che l'Italia abbia riconosciuto fino ad oggi" ha detto la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Consiglio regionale straordinario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, a Gemona. Dopo quella "calamità dalla forza mai vista prima, che fermò la vita di quasi mille persone, distrusse città, borghi, frantumò pietre millenarie, in molti nel buio di quella notte pensarono che dalle viscere di quelle montagne si fosse risvegliato il leggendario Orcolat, lasciando dietro di sé morte e distruzione - ha ricordato la premier -. Alla furia di quella scossa seguì un silenzio irreale. Eppure, il tempo della paura e del dolore fu breve, perché ci fu un altro sentimento che immediatamente si fece largo nel cuore dei friulani: l'orgoglio, l'orgoglio dell'appartenenza, della volontà, della determinazione: non c'era tempo per piangere, per commiserarsi, bisognava agire, reagire".

Le basi della protezione civile

"La ricostruzione qui si concluse rapidamente, senza sprechi e ruberie – ha sottolineato ancora la presidente del Consiglio-. Qui si sono gettate le basi del sistema italiano di protezione civile che conosciamo oggi, di cui tutti andiamo fieri che è all'avanguardia". Il sistema di Protezione civile, ha aggiunto, "è diventato anche oggi nei nuovi scenari di crisi un punto di riferimento assoluto" a livello internazionale "ed è capitato molte volte in questi anni che" i nostri alleati "abbiano chiesto il sostegno o preso ad esempio il modello della nostra Protezione civile".

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