Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, i dati sui morti in Italia

Cronaca
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La ricorrenza è  promossa dall'Organizzazione internazionale del lavoro. Secondo i dati Inail nel 2025 nel nostro Paese i morti sul lavoro sono stati 792, in lieve calo rispetto al 2024, mentre sono aumentati gli "infortuni in itinere", che sono stati 293

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Ricorre oggi, 28 aprile, la Giornata Mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, promossa dall'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil). In occasione della ricorrenza di quest’anno la CIGL ha scelto come slogan: “Non è fatalità. È il sistema che va cambiato. La vita e la salute, fisica e mentale, delle lavoratrici e dei lavoratori va messa al centro. Basta precarietà, appalti selvaggi e scarsi investimenti. LE PERSONE SONO IL VALORE”. Mentre la Cisl ha sottolineato che “bisogna riaffermare un impegno univoco e diffuso per contrastare infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro. Guardiamo avanti senza dimenticare quanto accaduto e quanto ancora accade, riaffermando il diritto a un lavoro che riconosca la dignità di ogni persona”.

I morti sul lavoro in Italia nel 2025

I dati, intanto, restano allarmanti: in Italia nel 2025, secondo i dati pubblicati lo scorso febbraio dall'Inail, i morti sul lavoro sono stati 792, in lieve calo rispetto al 2024. Nello stesso periodo, sono aumentati gli incidenti mortali nelle fasce di età tra i 40 e i 49 anni (da 137 a 148 casi) e tra i 55 e i 64 anni (da 279 a 300 morti), così come gli "infortuni in itinere", che sono stati 293 (13 in più rispetto all'anno precedente). Secondo i dati comunicati da Cub, la confederazione unitaria dei sindacati di base, come negli scorsi anni il settore delle costruzioni registra il numero più alto di infortuni mortali sul luogo di lavoro (133), seguito dalla manifattura (108) e da trasporti e logistica (98). La Lombardia si conferma in testa con 164 vittime sul luogo di lavoro, seguita dal Veneto (111) e dalla Campania (101).    

Da inizio 2026 morti in calo

Guardando invece ai dati più recenti comunicati dall’Inail, risulta che le denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti, presentate all’Istituto nei primi due mesi dell'anno sono state 63.112 (+2,4% rispetto allo stesso periodo 2025); per gli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro, sono state 13.217 (+8,5%). L’Inail aggiunge che le denunce di infortuni mortali (sempre al netto degli studenti) sono state complessivamente 99 (in calo del 25,6% dalle 133 del periodo gennaio-febbraio 2025): in particolare, sono state 70 in occasione di lavoro (-27,8%) e 29 in itinere (-19,4%). In generale si evidenzia un'incidenza infortunistica che passa dalle 309 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di febbraio 2019 alle 261 del 2026, con un calo del 15,5%; rispetto a febbraio 2025 si ha un aumento del 2,4% (da 255 a 261). In aumento del 14,2% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 17.036. 

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Calderone: “Dati Inail sulle denunce di infortuni incoraggianti”

"I dati Inail sulle denunce di infortunio sono rilevanti”, ha commentato nei giorni scorsi la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone. “La sensibile contrazione dei decessi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la diminuzione dell'incidenza infortunistica sugli occupati, il segno meno sul numero dei casi mortali in itinere rappresentano segnali incoraggianti che monitoriamo perché l'obiettivo delle molteplici misure introdotte dal governo, in seguito a un lungo confronto con le parti sociali, è rendere assolutamente prioritaria la prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. È un lavoro lungo e complesso, che insieme alle parti sociali vogliamo monitorare  e rafforzare con ulteriori e sempre più efficaci interventi”.

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