Giornata mondiale per le vittime dell'amianto, in Italia 7mila morti all’anno

Cronaca
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Oltre ai decessi, nel Paese vengono diagnosticati 10mila nuovi casi di malattie correlate all’asbesto ogni anno. Per ridurre il rischio è centrale la prevenzione all’esposizione all’amianto, ma il numero delle bonifiche rimane ancora insufficiente

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Oggi, 28 aprile, ricorre la Giornata Mondiale delle vittime dell’amianto. È stata istituita nel 2005, in concomitanza con la Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, in modo da sottolineare l’importanza della prevenzione. Come spiegato dalla Regione Piemonte l’amianto, o asbesto, rappresenta un pericolo per la salute a causa delle fibre di cui è costituito e che possono essere inalate. Il rischio di esposizione all’amianto può riguardare sia gli ambienti di lavoro sia gli ambienti di vita e quelli naturali. In Italia il suo utilizzo è bandito a livello nazionale dal 1992.

I dati sulle vittime di amianto

In Italia, come riportato dal Sole24Ore, si stima che ogni anno ci siano 7mila decessi causati dall'amianto, senza un calo significativo rispetto agli anni precedenti. Vengono inoltre diagnosticati 10mila nuovi casi di malattie correlate all’asbesto ogni anno. Per l’Osservatorio Nazionale Amianto questi dati che non diminuiscono segnalano un’emergenza che continua a produrre effetti nel tempo. Guardando alle cause delle morti, si contano circa 2mila decessi per mesotelioma, 3800 per tumore al polmone, 500 per asbestosi e le restanti vittime per altre patologie correlate.

Le Regioni più colpite

Osservando la distribuzione geografica delle vittime, secondo il Corriere della Sera la Regione maggiormente colpita è la Lombardia con oltre 2mila morti l’anno. A seguire c’è il Piemonte con circa mille, l’Emilia-Romagna con circa 650 e la Liguria con oltre 600. Sono invece circa 500 all’anno le vittime nel Lazio. Per riuscire a diminuire questi dati è centrale l’impegno nella bonifica, ma il ritmo complessivo delle rimozioni dell’amianto risulta essere ancora insufficiente. Un fatto preoccupante perché, secondo gli esperti, in assenza di un aumento importante delle bonifiche, l’emergenza rischia di produrre vittime ancora per decenni.

Il tetto di un immobile realizzato in amianto

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