Il primo cittadino ha definito il brano “divisivo “e recentemente “strumentalizzato da una parte politica”. La decisione ha scatenato polemiche tra cittadini, opposizione e partiti di centrosinistra, oltre al dispiacere di studenti e insegnanti
Scoppia la polemica a Monterosso Grana, in provincia di Cuneo, dove durante le celebrazioni del 25 aprile gli studenti presenti non hanno potuto cantare “Bella ciao”. A chiederlo, come riporta Repubblica, è stato il sindaco Stefano Isaia, che ha motivato la scelta, definendo il brano “divisivo” e sostenendo che “è stato appena strumentalizzato da una parte politica”. La decisione ha acceso proteste tra cittadini, opposizione e partiti di centrosinistra.
La cerimonia e la richiesta del primo cittadino
Come ogni anno alcune decine di persone si sono ritrovate in borgata Levata, vicino alla chiesa di San Giovanni, dove si trova il monumento agli alpini. Alla commemorazione erano presenti anche gli alunni delle scuole elementari e medie, che da settimane si preparavano a suonare il canto partigiano e le musiche locali. Isaia, 48 anni, in passato assessore provinciale della Lega, ha collegato la sua decisione a quanto avvenuto alla Camera, in occasione dell’approvazione del decreto sicurezza, quando alcuni parlamentari del centrosinistra hanno intonato il canto partigiano per protesta. Gli studenti hanno quindi eseguito soltanto gli altri brani previsti. Dopo la cerimonia, Isaia è stato bersagliato da insulti sui social. “Mi hanno augurato le cose peggiori e io sono un antifascista, mio nonno era staffetta partigiana. Il no a "Bella Ciao" era solo una richiesta non un ordine. Non mi piacciono le strumentalizzazioni”, ha commentato.
Le reazioni in paese e tra gli studenti
La scelta ha suscitato malumore tra le insegnanti e contestazioni al termine della cerimonia. “Non capisco cosa sia passato per la testa di Isaia quest’anno”, ha commentato Sergio Berardo, fondatore dei Lou Dalfin, che ha trascorso settimane a insegnare ai ragazzi a suonare il canto con l’organetto. “Dovete sapere che a Monterosso, negli anni scorsi, “Bella ciao” si è sempre cantata”. I ragazzi non l’hanno presa bene. “Ci ho parlato ed erano molto dispiaciuti di non aver potuto eseguire il pezzo. Non ne hanno capito le ragioni del divieto”, ha aggiunto. Critica anche la posizione della consigliera di opposizione Marzia Strumia: “Un sindaco non può dare indicazioni agli alunni di una scuola su cosa cantare e cosa no”. Contro la decisione del sindaco, sono scesi in campo anche partiti come Pd e Avs, che hanno espresso piena solidarietà ai bambini e alle maestre “che si adoperano per insegnare i valori di un territorio medaglia d’oro della Resistenza”.
Gribaudo: “Brano non divisivo per chi crede nella democrazia”
Tra le voci più dure quella della parlamentare dem Chiara Gribaudo, cuneese e tra coloro che hanno cantato “Bella ciao” alla Camera. Secondo Gribaudo, ““Bella ciao” non è divisiva per chi crede nella democrazia”. Il sindaco “avrebbe dovuto informarsi meglio: abbiamo cantato contro l’approvazione di un decreto legge anticostituzionale. Forse non sa che “Bella ciao” viene usata in tutto il mondo come canto di pace, libertà e liberazione dagli oppressori?”, ha aggiunto. Critiche anche dalle consigliere regionali di Avs Alice, Ravinale e Giulia Marro, che hanno ricordato come il compito delle istituzioni sia difendere le radici profonde del territorio, come la Resistenza e il sacrificio di chi ha lottato e spesso perso la vita per garantire libertà e democrazia. “Invece, in provincia di Cuneo sembra diventata una moda, per sindaci di piccoli comuni, quella di piegare i valori costituzionali a letture di parte. Il territorio, però, si è subito attivato, sconcertato, e sta reagendo”, hanno riferito.