Catanzaro, si lancia da balcone con 3 figli. In gravi condizioni l’unica sopravvissuta
CronacaLa bambina di sei anni è stata sottoposta a un delicato intervento salvavita per contenere le lesioni riportate, ed è stata trasferita nel centro pediatrico ultraspecialistico dell'ospedale Gaslini di Genova. La donna, secondo quanto ricostruito, avrebbe manifestato già in passato un disagio di natura psichiatrica
È ricoverata al Gaslini di Genova in gravi condizioni la bambina di sei anni, unica sopravvissuta della tragedia di Catanzaro: una donna ha preso in braccio i tre figli e li ha lasciati cadere dal terrazzo al terzo piano dell’appartamento in cui viveva, prima di lanciarsi a sua volta. La bimba, la cui prognosi rimane riservata, è stata sottoposta a un delicato intervento salvavita per contenere le lesioni riportate, ed è stata poi trasferita nella notte tra il 22 e il 23 aprile nel centro pediatrico ultraspecialistico del Gaslini di Genova. Il marito della donna non si sarebbe accorto di nulla perché dormiva, poi svegliato dai rumori si è precipitato in strada cercando anche i rianimare figli e moglie.
Moscatelli (Gaslini): è sottoposta a sofisticati monitoraggi
"Il Gaslini sta dando a questa bambina le massime potenzialità di recupero soprattutto dal punto di vista neurologico, quindi è sottoposta a dei monitoraggi molto sofisticati per fare in modo di ottenere il massimo recupero”, ha spiegato Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento emergenza e terapia intensiva del Gaslini, dopo l'arrivo della bimba. "In questo momento sarebbe sciocco fare delle previsioni, quello che noi possiamo fare è mantenere delle condizioni di stabilità ottimali perché lei possa recuperare e questo è un obiettivo che adesso stiamo raggiungendo".
Che cosa è successo
La donna, secondo quanto ricostruito, avrebbe manifestato già in passato un disagio di natura psichiatrica, aggravato nell'ultimo periodo da una depressione post partum dopo la nascita, a dicembre, dell'ultimo figlio. La Procura di Catanzaro ha confermato la correlazione tra il gesto estremo e la sofferenza della 46enne. Non ci sono infatti indagati e non si ipotizza il coinvolgimento di terze persone nell'episodio. Sull'asfalto, a testimonianza della tragedia, è rimasto un ciuccio rosso che probabilmente aveva il bimbo più piccolo.
Le reazioni alla tragedia
"Tragedie di questa portata non sono mai improvvise, ma spesso affondano le radici in un disagio che non sempre emerge in maniera chiara. Per questo riteniamo fondamentale un impegno condiviso e concreto”, ha sostenuto l'Ordine degli psicologi della Calabria. Di "immane tragedia che ci lascia attoniti e profondamente scossi" ha parlato il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto mentre l'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, ha invitato a "riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore". Il sindaco del comune di Catanzaro, Nicola Fiorita, oltre a "garantire vicinanza a ciò che resta di questa famiglia" ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali la cui data non è stata ancora stabilita.
Le parole del presidente della Società italiana di psichiatria
Il presidente nazionale delle Società italiana di psichiatria, Guido Di Sciascio, ha detto in una intervista a Il Giornale che nel caso della tragedia di Catanzaro quella della depressione post partum “è un'ipotesi clinicamente plausibile, soprattutto se c'era già un disagio psichiatrico emerso dopo la nascita dell'ultimo figlio. Ma va detto con chiarezza", ha aggiunto, "non ogni depressione post-partum conduce a gesti violenti. La stragrande maggioranza delle madri depresse soffre, si colpevolizza, si isola, ma non mette in pericolo i figli". Di Sciascio ha sottolineato che “nei casi estremi, tuttavia", "una depressione grave non trattata, soprattutto se associata a sintomi psicotici o a convinzioni deliranti, può alterare profondamente il giudizio e trasformare il vissuto materno in qualcosa di tragicamente distorto".