I giudici hanno accolto il ricorso della Procura generale della Corte d’Appello di Roma sul femminicidio di Martina Scialdone, che chiedeva il riconoscimento della premeditazione per Costantino Bonaiuti, aggravante esclusa nel processo di secondo grado
La Cassazione ha disposto un nuovo processo di appello per il femminicidio dell'avvocata Martina Scialdone, uccisa a colpi di arma da fuoco dall'ex, Costantino Bonaiuti, il 13 gennaio del 2023 a Roma all'esterno di un ristorante nella zona dell'Appio Latino. I giudici hanno accolto il ricorso della Procura generale della Corte d’Appello della Capitale.
Nuovo esame sulla premeditazione
Al centro della decisione c’è il riconoscimento della premeditazione, aggravante caduta nel secondo grado di giudizio. L'imputato, condannato all'ergastolo dalla corte d'Assise di piazzale Clodio, nel luglio scorso vide ridursi la pena a 24 anni e otto mesi.