Dossieraggi, perquisizioni a Roma nell'inchiesta sulla "Squadra Fiore". Indagato Del Deo
CronacaTra le persone indagate e perquisite questa mattina dai carabinieri del Ros nell'ambito dell'inchiesta sulla "Squadra Fiore", il gruppo clandestino che faceva attività di dossieraggio, c'è anche Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis. I pm contestano peculato da cinque milioni di euro
Perquisizioni su disposizione della Procura di Roma nell'ambito dell'indagine sulla 'Squadra Fiore', un gruppo clandestino - di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell'ordine - che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. L'attività è stata svolta dai carabinieri del Ros. Nell'indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizio segreti.
Indagato ex vice capo dell'Aisi
L'ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo, è indagato per peculato nell'indagine della Procura. Nel filone che coinvolge Del Deo - quando era all'Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) - i pm contestano peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, in base all'impianto accusatorio, l'ex 007 affidava con contratti alla società 'amica' Sind, gestita all'epoca dei fatti da Enrico Fincati anch'egli indagato.
Del Deo: "Dimostrerò mia estraneità ai fatti"
Del Deo ha fatto sapere di essersi "autosospeso, con effetto immediato, dalla carica di Presidente esecutivo di Cerved Group S.p.A. La decisione è stata assunta per preservare la reputazione della Società, ancorché i fatti di cui al decreto di perquisizione non abbiano alcuna relazione con Cerved Group o suoi esponenti". Del Deo si dice "certo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti nel più breve tempo possibile".
Le indagini
In questi mesi chi indaga, anche grazie all'ascolto di testimoni, ha raccolto tasselli per l'impianto accusatorio in base al quale il gruppo avrebbe acquisito e commercializzato in cambio di denaro, con cadenza sia mensile che legata a singoli contratti - su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari - informazioni riservate illecitamente estrapolate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza. Un'attività illecita che si sintetizzava in dossier per spionaggio industriale o su persone fisiche. Per chi indaga le verifiche hanno permesso di acquisire elementi in base ai quali gli indagati puntavano a "raccogliere nelle mani di una sola holding" l'intera galassia delle aziende che si occupano in Italia dell'attività di intercettazione. Le verifiche hanno inoltre accertato "le rivelazioni dell'esistenza di specifici atti d'indagine nell'ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso", spiega il Ros. Da alcune chat delle cinquemila depositate nell'indagine milanese su Equalize - che ha viaggiato in parallelo con quella capitolina - emerge il modus operandi del gruppo. "Se rispetti le regole, - scrive uno della squadra all'hacker Samuele Calamucci - i soldi non saranno un problema, ricordati che loro sanno tutto anche quello che non dici. Importante non fare merdoni. Se sei leale, i problemi li risolviamo noi: il fine comune è quello di risolvere i problemi non crearne". A Del Deo viene contestato di avere sostanzialmente gestito in modo illecito i fondi di cui aveva disponibilità quando era dirigente del reparto economico-finanziario dell'Aisi. L'ex 007 avrebbe affidato almeno 5 milioni di euro, ma alcuni intercettati parlano di ammanchi per "7-8 milioni", alla società 'amica' Sind, gestita dall'imprenditore Enrico Fincati, anch'egli indagato. Del Deo poteva contare su una squadra, detta 'dei neri', che operava sugli schedari informativi per fini non istituzionali. Per quanto riguarda Tavaroli, i magistrati di piazzale Clodio lo accusano, assieme ad altri tre indagati, di avere compiuto "accessi abusivi a sistemi informatici di interesse per l'ordine e la sicurezza pubblica". Gli indagati "utilizzavano apparecchi di comunicazione protetti (definiti 'citofoni'), utenze con intestatari fittizi" e si avvalevano di consulenti e committenti esteri ("l'americano") e nomi di copertura quali "naufrago, mezzochilo, corazziere, legno, legnetto, juventino", si legge nel decreto. Tra le persone perquisite anche l'imprenditore Carmine Saladino, a cui sono contestati i reati di peculato nel ruolo di presidente del Cda della società Sind e una truffa da otto milioni di euro nella veste di presidente del Cda della Maticmind. Anche per i filoni milanesi di Equalize lunedì è stata una giornata importante. I Ros hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione nei confronti di Vincenzo De Marzio, ex carabiniere già coinvolto nell'inchiesta milanese sul caso Equalize, e Mario Cella, ex addetto alla sicurezza, nell'ambito di un'altra tranche dell'indagine meneghina. A carico dei due le accuse di accessi abusivi, truffa ed estorsione ai danni di Leonardo Maria Del Vecchio per una vicenda di immagini private, abusivamente acquisite, che sarebbero state al centro di un presunto ricatto.