Dossieraggi, perquisizioni a Roma nell'inchiesta Squadra Fiore

Cronaca
©Ansa

Tra le persone indagate e perquisite questa mattina dai carabinieri del Ros nell'ambito dell'inchiesta sulla "Squadra Fiore", il gruppo clandestino che faceva attività di dossieraggio, c'e' anche Giuseppe Del Deo, ex vice capo dell'Aisi. I pm contestano peculato da cinque milioni di euro

ascolta articolo

Perquisizioni su disposizione della Procura di Roma nell'ambito dell'indagine sulla 'Squadra Fiore', un gruppo clandestino - di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell'ordine - che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. L'attività è stata svolta dai carabinieri del Ros. Nell'indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizio segreti. 

Indagato ex vice capo dell'Aisi 

L'ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo, è indagato per peculato nell'indagine della Procura. Nel filone che coinvolge Del Deo - quando era all'Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) - i pm contestano peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, in base all'impianto accusatorio, l'ex 007 affidava con contratti alla società 'amica' Sind, gestita all'epoca dei fatti da Enrico Fincati anch'egli indagato.

La nota dei carabinieri

Le prolungate attività di indagine dirette dalla Procura della Repubblica di Roma hanno permesso, in primo luogo, di riscontrare l’effettiva operatività della suddetta “squadra fiore”, attiva dal novembre 2024, i cui componenti (in parte ex appartenenti alle FF.PP. ed all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna - AISI) sono indagati per i delitti associazione per delinquere finalizzata alla interferenze illecite nella vita privata, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, nonché intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

 

In particolare ed in estrema sintesi, gli interessati avrebbero acquisito e commercializzato in cambio di remunerazione mensile e/o per singoli contratti - anche su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari - informazioni riservate illecitamente estrapolate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, realizzando dossier con la profilazione di persone fisiche e giuridiche. Avrebbero inoltre eseguito, dietro compenso corrisposto per ogni singolo intervento, attività di fraudolenta interruzione di intercettazioni telefoniche/telematiche e di installazione di dispositivi per la captazione fraudolenta di conversazioni private.

 

Della “squadra fiore”, si sarebbe avvalso un ex dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, attuale Presidente esecutivo di CERVED Group S.p.A.

 

Nel medesimo contesto, gli approfondimenti investigativi hanno permesso di acquisire nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale. Nel dettaglio, gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati:

- di peculato in concorso (sarebbero implicati imprenditori e il già citato ex dirigente in posizione apicale del comparto d’intelligence nazionale) poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’AISI, per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware;

- accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico, poiché il già menzionato ex dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del predetto comparto;

- truffa aggravata, poiché - nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l'innovazione - l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out2 (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (EBITDA) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa. Tale operazione, avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di € non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso CDP Equity S.p.A, deteneva una parte del capitale della società acquirente.

Da ultimo, le indagini hanno permesso di acquisire elementi, da un lato, circa presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche, tra presenti e telematiche, e, dall’altro, circa rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso.

Cronaca: i più letti