Asti, uccide l'ex moglie e il compagno di lei e si suicida

Cronaca
©Ansa

L'uomo si è buttato dal castello di Cossombrato, nel quale lavorava come giardiniere. Il giorno dopo sono stati ritrovati i cadaveri dell'ex moglie e del nuovo compagno di lei, con evidenti segni di armi da taglio

ascolta articolo

Ha ucciso la ex e il nuovo compagno di lei, prima di suicidarsi buttandosi dal castello di Cossombrato, nel quale lavorava come giardiniere. L'uomo e la ex moglie, entrambi albanesi, si chiamavano Astrit e Drita Koni ed erano residenti da 20 anni in Italia. Il fatto è accaduto nell'Astigiano.

Colpiti con una roncola

Astrit Koni, 59 anni, si sarebbe scagliato contro la ex moglie e il nuovo compagno utilizzando probabilmente una roncola prelevata dai suoi attrezzi di lavoro. I corpi ormai privi di vita dei due sono stati rinvenuti nella giornata del 18 aprile in un'area agricola ai margini del centro abitato con evidenti segni di arma da taglio. Il giorno prima, Koni si è diretto verso il castello di Cossombrato, luogo a lui estremamente familiare visto che vi prestava servizio come giardiniere. Proprio grazie al possesso delle chiavi, l'uomo è riuscito ad accedere alla torre medievale senza destare sospetti, e si è suicidato gettandosi nel vuoto.

Indagini in corso

La notizia ha lasciato attonita l'intera comunità locale. Numerosi concittadini lo descrivono come un instancabile lavoratore. Dai primi accertamenti medico-legali, sui corpi di Drita Mecollari, 55 anni, e Bardhok Gega, 57, sono emersi segni riconducibili all’uso di arma da taglio. La dinamica dell'accaduto è ora al vaglio degli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Asti, supportati dai militari della Compagnia di Villanova d'Asti e coordinati dalla Procura della Repubblica locale. Restano ancora diversi punti oscuri da chiarire, a partire dall'esatta tempistica del delitto: il sospetto è che la coppia possa essere stata uccisa già alcuni giorni fa e che l'assassino abbia vagato prima di scegliere il suicidio. La notizia dell'accaduto ha gettato nello sconforto l'intera comunità locale, dove l'uomo era considerato un modello di integrazione. All'attività di giardiniere e manutentore, aveva affiancato quella di apicoltore, avviando con successo una piccola produzione di miele. Molti lo ricordano come un instancabile lavoratore e una persona dai modi gentili che non aveva dato mai problemi fino ad oggi. Sul luogo del ritrovamento del suo corpo è comparso un mazzo di fiori. Oggi nel borgo di Cossombrato si fatica a conciliare l'immagine dell'uomo stimato con quella dell'assassino che con ferocia ha messo la parola fine a due vite. E poi anche alla sua. 

Cronaca: i più letti