Continuano le indagini sulla morte di Dino Carta, ucciso a Foggia sotto la sua abitazione la sera del 13 aprile. Un video, trasmesso dal Tg1, mostrerebbe il presunto killer. L'uomo, incappucciato, è stato ripreso da una telecamera di video sicurezza e lo si vede in sella ad una bicicletta. Diffuso anche un audio dove una voce dice: "Che fai, mi spari?". Ma gli inquirenti frenano: "Tempi delle indagini non sono quelli dei media"
Continuano le indagini sulla morte di Dino Carta, il personal trainer incensurato ucciso a Foggia sotto la sua abitazione mentre portava a passeggio il cane la sera del 13 aprile. Un video, trasmesso nell’edizione delle 20 di mercoledì del Tg1 mostrerebbe il presunto killer. L'uomo, incappucciato, è stato ripreso da una telecamera di video sicurezza e lo si vede in sella ad una bicicletta da passeggio. Il volto dell'uomo non è riconoscibile e lo si vede prima di sparire dall'inquadratura. I carabinieri stanno acquisendo altre immagini di sicurezza dalle abitazioni per ricostruire gli spostamenti della persona in bici che avrebbe imboccato strade contromano. All’attenzione degli inquirenti anche l'audio di un altro filmato di videosorveglianza, trasmesso mercoledì durante la trasmissione 'Ore 14', in onda su Raidue.
L'audio: i colpi e una voce: "Ma che fai, mi spari?"
Quattro spari e voci che si sovrappongono, in parte incomprensibili, sono state cristallizzate nell'audio registrato da una telecamera di videosorveglianza di un condominio in via Carlo Pisacane, a circa 30 metri dal luogo dove lunedì sera è stato ucciso il personal trainer. I quattro colpi di arma da fuoco sono registrati alle 21.58. L'orario è perfettamente compatibile con gli istanti del delitto. Prima degli spari si sentono frammenti di dialoghi, con voci di uomini e di una donna, che parlano di un cane, probabilmente non collegati all'omicidio, poi un'altra voce maschile che dice "Ma che fai? Mi spari?", quindi il rumore dei quattro colpi in sequenza. Subito dopo, ancora una voce maschile dice "non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro". Gli inquirenti precisano che non è certo che tra le voci registrate vi sia anche quella della vittima o del suo aggressore.
Il procuratore: “Tempi delle indagini non sono quelli dei media”
"C'è un audio andato in onda questo pomeriggio in tv, di cui non abbiamo parlato noi. È facile mandarlo in onda e commentarlo ma banalmente abbiamo bisogno, ad esempio, di una consulenza fonica per capire le voci. Questo vale anche per filmati o video analoghi. Occorrono le verifiche e i riscontri. Purtroppo, mi rendo conto, i tempi delle investigazioni non sono quelli di una opinione pubblica allarmata e anche dei media che sono preoccupati e che vorrebbero avere risposte in tempo reale ma questo purtroppo non può essere. L'impegno è massimo" ha commentato all'Adnkronos il procuratore della Repubblica del tribunale di Foggia, Enrico Infante. "Tutti avvertono la peculiarità e la drammaticità di questo caso, una persona normale e perbene uccisa sotto casa sua", aggiunge. "Comprendo benissimo la preoccupazione dell'opinione pubblica e la dinamica dei mezzi di informazione".