Torino, chef a domicilio narcotizza e rapina il cliente a Venaria Reale: due arresti

Cronaca
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Una coppia è stata arrestata per il caso dell'uomo di 68 anni, rapinato da una finta chef a domicilio a Venaria Reale il 6 febbraio scorso. La donna, che si spacciava per una cuoca professionista, avrebbe prima narcotizzato la vittima per poi derubarla di un orologio da 10mila euro, documenti e carte di credito. Gli arrestati sono una donna di 49 anni e il compagno di 63 residenti in provincia di Alessandria

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Una coppia è stata arrestata per il caso dell'uomo di 68 anni, narcotizzato e rapinato da una finta chef a domicilio a Venaria Reale, in provincia di Torino, il 6 febbraio scorso. Il 68enne aveva invitato a casa sua la donna che, conosciuta su un sito di incontri, si spacciava per una cuoca professionista capace di preparare cene di alto livello. Durante l'incontro, la presunta chef avrebbe prima narcotizzato la vittima per poi derubarla di un orologio dal valore di 10mila euro, documenti e carte di credito. Gli arrestati sono una una donna di 49 anni e il compagno di 63 anni residenti in provincia di Alessandria.  

Le indagini

Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la vicenda attraverso una pentola di spaghetti appoggiata sul tavolo della cucina che, dopo essere stata analizzata, ha evidenziato la presenza di tracce di benzodiazepine. Questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava sul web di essere una chef di alta categoria, ha permesso agli investigatori di ricostruire ciò che era accaduto. Le telecamere della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari negozi hanno poi accertato anche la complicità del compagno.

La rapina a Venaria Reale

Le perquisizioni domiciliari dei carabinieri del nucleo operativo di Venaria hanno permesso inoltre di recuperare 8.000 euro in contanti, alcuni farmaci psicotropi (che il compagno 63enne si occupava di reperire), i beni sottratti alla vittima, telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli e un manoscritto contenente un elenco mirato di bersagli. L'analisi dei sistemi di videosorveglianza ha consentito anche di smentire le condizioni di salute della donna, a suo dire affetta da un'invalidante malattia che l'ha ridotta in sedie a rotelle: un quadro clinico grave, smascherato dalle telecamere che l'hanno invece ripresa mentre, dopo la rapina, scappava a piedi con la refurtiva.

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