Le due giovani erano da poco arrivate nella Capitale per una vacanza e stavano prestando soccorso ad un automobilista coinvolto in un precedente incidente. L'imputato viaggiava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e guidava con la patente sospesa da 10 anni
Il Tribunale di Roma ha condannato a 11 anni e mezzo di carcere Francesco Moretti, accusato di duplice omicidio stradale aggravato dalla fuga per avere travolto e ucciso con la propria auto le giovani studentesse belghe Wibe Bijls e Jessy Dewildeman (di 24 e 26 anni) sulla diramazione per l'Aquila del Grande Raccordo Anulare l'8 ottobre del 2022. Le due giovani erano da poco arrivate a Roma per una vacanza e stavano prestando soccorso ad un automobilista coinvolto in un precedente incidente. Nel procedimento sono parti civili i parenti delle due vittime, assistite dall’avvocato Domenico Musicco, presidente dell’associazione Vittime incidenti stradali Onlus. “Moretti quella sera era una mina vagante, è una persona pericolosa che può reiterare il reato e che anche a distanza di anni non ha mostrato segni pentimento”, ha detto il penalista. In aula ad assistere alla lettura del dispositivo i familiari e amici delle vittime.
Le indagini
Moretti è accusato di duplice omicidio stradale aggravato dalla fuga e dalla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, con la patente sospesa. Fuggito subito dopo l’incidente senza soccorrere le giovani investite abbandonando la Smart che guidava, l'uomo era stato poi rintracciato dalle forze dell’ordine. Il pm Stefano Opilio aveva chiesto una condanna a 14 anni. “Quello che colpisce in questa vicenda è la profonda distanza fra le condotte delle ragazze che si fermano e scendano ad aiutare una persona rimasta bloccata fra le lamiere dopo un incidente e la condotta dell’imputato che in totale incoscienza si mette alla guida, investe le due ragazze e le uccide. Un incidente - ha sottolineato il pm nella requisitoria - provocato dalla totale assenza di lucidità del guidatore, la parola ‘strafatto’ rende l’idea di come stava l’imputato. Dagli esami tossicologici è emerso che l’imputato aveva assunto tutti i tipi di droga, cocaina, oppiacei e lui stesso ha detto di aver fumato una ‘canna’ prima di guidare. L’auto di Moretti è arrivata come un proiettile e dopo l’incidente non si è fermato e si è dato alla fuga”.
Vedi anche
Turiste belghe investite, 19enne ferita: "Pirata merita l'ergastolo"
Il commento dei parenti delle vittime
“Crediamo che sia una sentenza corretta e giusta. È molto importante che sia stato affermato che non c’è il concorso di colpa di Wibe e Jessy”. Così i familiari di Wibe Bijls e Jessy Dawildeman dopo la condanna emessa dal tribunale di Roma a 11 anni e mezzo per Francesco Moretti. “E’ una condanna storica, una delle più pesanti dall’entrata in vigore della legge sull'omicidio stradale – ha sottolineato l’avvocato Domenico Musicco, legale di parte civile delle famiglie delle due vittime e presidente dell’associazione Vittime incidenti stradali Onlus - Con la sentenza è stata riconosciuta la colpa piena dell'investitore. Non c’è stato pentimento: a distanza di anni non ha mostrato di essersi pentito e di voler chiedere scusa alle famiglie, fino all'ultimo ha tentato di sfuggire alle sue responsabilità negando addirittura di aver investito le ragazze o comunque dando la colpa a altri, ad altre vetture che non c'erano di fatto”. Con la sentenza di condanna a 11 anni e mezzo i giudici della X sezione del tribunale di Roma hanno disposto per l’imputato anche tre anni di libertà vigilata. “Una pena pesante, sono soddisfatto”, ha aggiunto il penalista.