L'uomo, 47 anni, è stato aggredito mortalmente da un gruppo di giovanissimi per aver chiesto di non lanciare bottiglie di vetro contro un negozio. Quarantasette anni, il lavoro in fabbrica, le passeggiate in cerca di funghi e le partite di calcio con gli amici, ecco chi era
Quarantasette anni, due figli, la passione per il calcio, il lavoro in fabbrica. Giacomo Bongiorni è stato ucciso la sera dell’11 aprile, per aver richiamato un gruppo di ragazzi a non lanciare bottiglie di vetro contro un negozio, nel centro di Massa. È morto davanti agli occhi del figlio undicenne e della sua compagna. Aggredito, l'uomo è caduto a terra sbattendo la testa sull'asfalto. Poi l’arresto cardiaco, fatale. Fermati due giovani di 19 e 23 anni con l'accusa di omicidio volontario e un minorenne.
Il lavoro da meccanico
Bongiorni, nato a Viareggio, viveva nella zona collinare del monte Candia, in località Mirteto. Era diventato responsabile metalmeccanico alla Tsi Meccanica, nello stabilimento del Pignone. “Era sempre pronto a dare una mano e dispensare consigli a chi ne avesse bisogno”, ricorda un collega, citato dal Corriere della Sera.
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La famiglia e le passioni
Guardando il suo profilo Facebook appare chiaro come la sua vita girasse però intorno ai due figli e in generale alla famiglia, insieme alla compagna Sara Tognocchi e ai genitori. Sempre dalle immagini disponibili emerge la sua passione per i funghi e le passeggiate all’aria aperta, ma anche per il calcio, una costante nella sua vita, da quando fin da giovane giocava con la maglia del San Vitale Candia.