Femminicidio di Auriane Laisne a La Salle, l'ex fidanzato condannato a 25 anni di carcere
CronacaLo ha deciso la corte d'Assise di Aosta in merito alla posizione di Sohaib Teima, il 24enne di origini nordafricane, residente a Fermo, accusato dell'omicidio premeditato e dell'occultamento del cadavere della ex fidanzata, all'epoca 22enne, trovata morta il 5 aprile del 2024 a La Salle, nella cappella sconsacrata dell'Equilivaz, in Valle d'Aosta. Il pm, Manlio D'Ambrosi, aveva chiesto per il giovane la condanna all'ergastolo
La corte d'Assise di Aosta ha deciso di condannare a 25 anni di carcere Sohaib Teima, il 24enne di origini nordafricane, residente a Fermo, accusato dell'omicidio premeditato e dell'occultamento del cadavere della ex fidanzata Auriane Nathalie Laisne, all'epoca 22enne, trovata morta il 5 aprile del 2024 a La Salle, nella cappella sconsacrata dell'Equilivaz, in Valle d'Aosta. Il pubblico ministero, Manlio D'Ambrosi, aveva chiesto per il giovane la condanna all'ergastolo, ma i giudici hanno concesso all'imputato le attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti.
L'assenza di movente secondo la difesa di Teima
Intervenendo nel corso del dibattimento, Teima ha ribadito "di non aver ucciso Auriane", mentre i suoi difensori hanno sostenuto la tesi secondo cui "non esiste un movente" per ritenerlo responsabile del femminicidio.
Il fermo prima del delitto
La vittima aveva già denunciato in Francia il suo ex fidanzato per maltrattamenti e la coppia era stata fermata insieme al traforo del Monte Bianco il 25 marzo, alcune settimane prima del delitto. Nonostante il giovane avesse l'obbligo di non avvicinarsi alla sua ex, era però stato rilasciato rilasciato. Secondo Roberto Testi, consulente della procura, la ragazza sarebbe stata intossicata dalle benzodiazepine e uccisa con tre coltellate, una sull'addome e due sul collo, una delle quali risultata poi fatale.
Femminicidio a La Salle, la difesa dell'ex fidanzato della vittima: "Soddisfatti a metà"
"Siamo soddisfatti a metà, nel senso che la richiesta di ergastolo della procura ci è sembrata spropositata, noi continuiamo a sostenere l'innocenza, ma nell'ambito di una colpevolezza è una pena ancora rivedibile: le motivazioni faranno la differenza, ovviamente attendiamo di leggere prima di procedere con l'Appello". Queste le parole dell'avvocato Luca Tommaso Calabrò, legale di Shoaib Teima. "Noi abbiamo contestato, al di là della colpevolezza di Sohaib, - ha aggiunto Lucia Lupi, l'altra legale di Teima - anche l'aggravante della premeditazione e anche il reato di occultamento di cadavere. Siamo comunque contenti del risultato ottenuto".