Elia del Grande trovato e arrestato: l’autore della strage dei fornai era evaso

Cronaca

L'autore degli omicidi nel gennaio 1998 di padre, madre e fratello che si opponevano al suo matrimonio con una giovane domenicana, era scappato da una casa lavoro ad Alba. È stato rintracciato e arrestato dai carabinieri a Varano Borghi, in provincia di Varese

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Hanno messo fine alla fuga di Elia Del Grande dopo averlo rintracciato a Varano Borghi nel Varesotto intorno alle 13 e 30. I carabinieri della Compagnia di Gallarate hanno arrestato l'uomo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali per avere tentato di fuggire in auto provocando lievi lesioni a un militare. L'autore della 'strage dei fornai', l'omicidio nel gennaio 1998 di padre, madre e fratello che si opponevano al suo matrimonio con una giovane domenicana, era scappato da una casa lavoro ad Alba. 

La fuga

Il 50enne era fuggito il giorno di Pasqua dalla casa-lavoro di Alba (Cuneo) che doveva frequentare e dalla quale era uscito grazie a una licenza. Alla guida di una Fiat 500 risultata rubata al cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende, ha cercato di eludere i controlli dei militari. Uno dei carabinieri si è avvicinato al lato guida intimandogli di scendere e cercando di sottrargli le chiavi. In quel momento, il fuggitivo

ha tentato un'ultima disperata manovra, non riuscita, e nella colluttazione, riferiscono i carabinieri, ha provocato lievi lesioni a uno dei militari. Successivamente è stato condotto in carcere su disposizione della Procura di Varese.

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La condanna

Condannato all'ergastolo in primo grado e a 30 anni in appello, Del Grande aveva iniziato a godere della semilibertà dopo aver scontato 26 anni e 4 mesi in carcere. In casa-lavoro ci era finito dopo la violazione della misura di sorveglianza, una decisione che l'uomo ha sempre contestato sostenendo di essersi rifatto una vita, con tanto di lavoro e di una compagna. Fuggito lo scorso 30 ottobre da una casa-lavoro nel Modenese, era stato rintracciato dopo circa un mese a Cadrezzate, il suo paese di origine in provincia di Varese. La misura di sicurezza nei confronti dell'uomo era stata da poco prorogata per un altro anno.  Lo scorso 26 marzo la procura generale del Piemonte, interpellata, aveva infatti dato parere contrario all'azzeramento della misura. Niente libertà dal 13 aprile, come sperava, motivo che lo avrebbe spinto alla nuova fuga. "Il magistrato ha detto che è socialmente pericoloso, ma non lo è; ha voluto rinchiuderlo perché riteneva non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio", ha detto la compagna, Rossella Piras, che lo scorso autunno è stata indagata per aver favorito la prima fuga del compagno. 

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