Il 50enne di Cadrezzate, condannato per aver ucciso il padre, la madre e il fratello il 7 gennaio 1998 nella cosiddetta "strage dei fornai", non ha fatto rientro nella casa-lavoro di Alba. Del Grande, che era uscito dalla struttura domenica 5 aprile grazie a un permesso pasquale, avrebbe dovuto fare rientro nel pomeriggio
Elia Del Grande è fuggito per la seconda volta in sei mesi. Il 50enne di Cadrezzate, noto per essere stato l'autore della "strage dei fornai", avvenuta il 7 gennaio 1998, non ha fatto rientro nella casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, dove avrebbe dovuto trascorrere sei mesi per lavorare come volontario in una mensa per i poveri. Del Grande, che era uscito dalla struttura domenica 5 aprile grazie a un permesso pasquale, avrebbe dovuto fare rientro nel pomeriggio. L'uomo, che si era già allontanato lo scorso novembre da una casa-lavoro nel Modenese, è stato condannato a 25 anni di carcere per aver ucciso nel 1998 il padre, la madre e il fratello che si opponevano al suo matrimonio con una donna.
La fuga
Dopo la fuga di Del Grande, è scattato immediatamente l'allarme, dando il via alle ricerche che dal Piemonte si sono estese a tutto il resto d'Italia con particolare attenzione a Cadrezzate, il comune in provincia di Varese, dove l'uomo è nato e cresciuto e dove il 7 gennaio 1998, ha sterminato la famiglia: ha ucciso il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53 anni, e il fratello Enrico, 27 anni. Proprio a Cadrezzate, Del Grande era stato individuato lo scorso 30 ottobre, dopo una prima fuga da una casa-lavoro a Castelfranco Emilia, e anche lo scorso 12 novembre, in occasione della sua seconda fuga. A fermarlo erano stati i Carabinieri del nucleo operativo di Varese e Modena e il Ros. L'uomo si nascose per settimane, muovendosi di notte sul lago con il pedalò.
La strage
Per il triplice omicidio Del Grande è stato condannato all'ergastolo, pena poi ridotta in appello a 30 anni per il riconoscimento della semi infermità mentale. Grazie ai benefici previsti dalla legge ne ha espiati 25, ma una volta uscito dal carcere è stato ritenuto ancora socialmente pericoloso. Da qui, la misura di sicurezza in una casa lavoro: prima in Emilia Romagna e ora, dopo essere stato rintracciato e fermato, in Piemonte. I termini, prorogabili, sarebbero scaduti il prossimo 13 aprile.