Alcuni dei 32 sopravvissuti giunti al molo Favarolo di Lampedusa dopo essere stati soccorsi hanno raccontato di essere partiti in 105. Decine di persone disperse in mare prima che giungessero i militari della motovedetta Cp327 della guardia costiera che è stata affiancata dalle navi a vela Ievoli Grey e Saavedra Tide
Trentadue migranti sono stati salvati in mare nell'area Sar Libica dalla Guardia costiera italiana. I militari hanno recuperato anche due cadaveri. Il barcone di 12-15 metri con il quale erano salpati da Tripoli, in Libia, si è rovesciato durante il viaggio i profughi, che dicono di essere partiti in 105, sono rimasti in acqua per diverso tempo prima di essere intercettati e soccorsi.
I naufraghi sono sotto choc: sono rimasti diverse ore in mare prima di essere soccorsi
Verranno ascoltati nelle prossime ore i 32 migranti sopravvissuti al naufragio in area Sar Libica. Al momento i sopravvissuti, sistemati nell'hotspot di Lampedusa, sono tutti in stato di forte choc, sono rimasti in mare aperto diverse ore dopo il ribaltamento della barca sulla quale viaggiavano. Sono stati sottoposti a controlli medici e rifocillati, al momento vengono lasciati riposare. Il barcone sul quale viaggiavano è stato intercettato e segnalato, subito dopo che si era rovesciato, da un aereo della guardia costiera in ordinario servizio di pattugliamento ed è scattato l'allarme.
Circa 80 dispersi
Nella giornata di sabato l'aereo Seabird 2 della Ong Sea-Watch, impegnato in controlli nel Mediterraneo Centrale, ha ricevuto notizia che un aereo della Marina Militare francese stava sorvolando un'imbarcazione in pericolo con persone in mare. Quando Seabird2 è arrivato nello stesso luogo, ha scorto un'imbarcazione di legno ribaltata con 15 persone circa aggrappate allo scafo, diverse persone in mare e alcuni corpi. I mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che si trovavano nelle vicinanze, sono intervenuti, lanciando zattere di salvataggio e recuperando i naufraghi sopravvissuti. Questa mattina, Ievoli Grey ha trasbordato 32 persone e due salme sulla motovedetta CP327 che li ha poi accompagnati a terra a Lampedusa. Ci sarebbero circa 80 dispersi.
Cosa sono le zone SAR
Sono aree geografiche marittime per le quali un determinato Stato è responsabile del coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso. Queste zone sono definite dalla Convenzione Internazionale sulla Ricerca e il Salvataggio Marittimo (SAR Convention), adottata dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) nel 1979. L’obiettivo principale delle zone SAR è di garantire un sistema globale di coordinamento per assistere le persone in difficoltà in mare, con la massima efficienza e tempestività. Le aree SAR nel mediterraneo centrale sono 4 (costituite dall’IMO ovvero l’International Maritime Organization). La zona italiana, maltese, quella Libica (dal 2017) e quella Tunisina (dal 2024). Quest’ultime sono state istituite dopo gli accordi tra l’Italia e i due paesi nordafricani. L’Italia ha stabilito un Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) a Roma che coordina le operazioni di salvataggio. La Libia ha dichiarato una sua zona SAR, ma spesso la capacità di coordinamento e gestione delle operazioni di soccorso è limitata, il che ha portato a numerose critiche internazionali.