Terrorismo, manuali per costruire armi: 17enne arrestato a Perugia

Cronaca
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Eseguita un'ordinanza di custodia cautelare a carico di un 17enne pescarese domiciliato nella provincia di Perugia. Il minore è ritenuto indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Nell'ambito dell'operazione effettuate pure 7 perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo

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Nelle prime ore di oggi, 30 marzo, in Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, in collaborazione con i Comandi Provinciali competenti per territorio, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare con successivo trasferimento presso un istituto penale minorile, emessa dal gip del Tribunale per i minorenni de L’Aquila, a carico di un 17enne pescarese domiciliato nella provincia di Perugia. Il minore è ritenuto dagli inquirenti gravemente indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

Una parte del materiale sequestrato - ©Ansa

Il materiale sequestrato

L’attività investigativa ha consentito di contestare al ragazzo il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale sequestrato compaiono anche, come accennato, documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre che vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, nell'ambito di quella che è stata giudicata come una cornice con chiara finalità terroristica. 

Le indagini

Nello specifico, sono state giudicate du rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza conosciuta per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, chiamata anche la “madre di Satana”. Le indagini hanno permesso pure di documentare i contatti tra il minore ed il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, basato su contenuti correlati alla supposta superiorità della “razza ariana”, oltre che sulla glorificazione di mass shooters come Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011. È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School, seguita dal proprio suicidio.

Le perquisizioni

Nell'ambito dell'operazione sono state effettuate pure sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi giovani risultano indagati e, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista e  particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo.

 

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Il caso del giovane pescarese arrestato con l'accusa, tra l'altro, di detenzione di materiale con finalità di terrorismo "è la conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, perché non c'è soltanto il divieto per i minori". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. "Anche questo" ragazzo "era collegato con i social e utilizzava informazioni, almeno così ho letto dalle prime notizie, per procurarsi armi, esplosivi e quant'altro - ha aggiunto a margine di un convegno sulla scuola e sulle prospettive educative -.  È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico". Sul limite all'utilizzo dei social "ritengo che il disegno di legge che stanno discutendo in Parlamento sia molto equilibrato e cioè il divieto sino a 14 anni - ha aggiunto -. È quello che più o meno si sta facendo anche in altri Paesi, in Australia è stato fissato a 16, però in linea di massima è fissato ai 14 anni. C'è da risolvere anche il problema della privacy, che è un problema serio, oggettivo, che però a mio avviso può essere superato". "È un tema, questo, che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità", ha concluso. 

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