Prof accoltellata nel Bergamasco: “Un altro alunno ha cacciato a calci il mio aggressore”
CronacaChiara Mocchi affida al suo legale una nuova lettera: "Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall'aorta", scrive nel ricordare i momenti dell'aggressione. Invita a donare il sangue e ringrazia un altro alunno per averla salvata con "immenso coraggio". La donna è stata dimessa oggi dall'ospedale
"Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall'aorta. Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l'ombra diventava addio". La professoressa 57enne Chiara Mocchi ricorda così, affidando una lettera al suo legale Angelo Lino Murtas, l’accoltellamento di mercoledì 25 marzo, quando è stata aggredita da un suo studente 13enne della scuola media di Trescore Balneario. Lo definisce "confuso", trascinato e "indottrinato dai social". Aveva filmato l'accoltellamento per poi pubblicarlo su Telegram. Mocchi ha raccontato che le sue urla hanno richiamato un altro studente che, mentre lei cadeva a terra, ha preso a calci e fatto scappare il compagno. "È indubbiamente un eroe. Ha rischiato di prendersi delle coltellate anche lui, come mi ha riferito la mia assistita. Sono intenzionato a proporlo per una medaglia", dice all'ANSA l'avvocato Murtas. La professoressa, intanto, è stata dimessa oggi dall'ospedale e, secondo quanto dice il suo legale, vorrebbe tornare a scuola il prima possibile.
Le dimissioni dall'ospedale
"Voleva assolutamente tornare a casa per la Settimana Santa", ha spiegato l'avvocato della 57enne. Per la guarigione, comunque, ci vorrà "ancora tempo. Il taglio nel collo è molto profondo e speriamo non rimangano lesioni permanenti". Però "l'umore è sempre forte: ha un bel carattere e vuole tornare il prima possibile a scuola, per accompagnare i ragazzi di terza all'esame. Vuole farlo al più presto e bene, quindi non si arrende". L'insegnante "non ha assolutamente alcun sentimento di rancore, nessuna rabbia e nessun odio" verso l'alunno che l'ha aggredita.
Mocchi: "Salvata dal coraggio di un altro studente"
Mocchi nella sua lettera ha ricordato di essere stata "colpita all'improvviso, ripetutamente al collo e al torace" con un pugnale. Anche lì precisa di essersi salvata solo grazie al "coraggio immenso di un altro mio alunno", citato come “E.”, che "rischiando la sua stessa vita, ha impedito il peggio".
L'appello a donare il sangue: "Senza quelle gocce non ci sarei più"
La docente è tornata quindi a ringraziare i soccorritori. "Poi, dal cielo, è arrivata l'eliambulanza del servizio Blood on Board. Mi hanno caricata in un istante", ha scritto. Per poi aggiungere: “Nel momento del decollo, ho visto dall'alto le finestre della mia scuola: prima vuote, poi improvvisamente riempirsi dei volti dei miei amati ragazzi. Mi salutavano agitando le mani con disperazione, le lacrime agli occhi. Era come se volessero trattenermi ancora un po' con loro. Ricordo una voce di donna, ferma e urgente "Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo, ora o mai più". Poi la luce nei miei occhi si è spenta e ho sentito di sprofondare nel buio più profondo. E proprio lì, in quel buio, ho percepito la vita tornare indietro. Come se stesse rientrando lentamente nel mio corpo, attraverso le vene". Mocchi parla di "una voce maschile" che scandiva: "Ancora una sacca presto, ancora una!". "Era il sangue donato, quello che ricominciava a circolare nel mio cuore che riprendeva il suo ritmo". Invita quindi chi leggerà le sue parole a donare il sangue "affinché possa scorrere nelle vene di chi - come me - senza quelle gocce non ci sarebbe più".
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Valditara: "Non lasciate soli i ragazzi"
Sui fatti è tornato anche il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, che domenica 29 marzo ha visitato la docente. La professoressa, ha detto, "sta molto meglio, abbiamo avuto un bellissimo colloquio di quasi un'ora". Valditara, a quanto apprende l'Adnkronos, ha anche chiamato la preside dell'istituto per invitare lo studente che è intervenuto a difesa dell'insegnante e la sua classe al ministero, per ringraziarlo e premiarlo per il suo coraggio. "C'è un appello che mi sento di fare ai genitori, ad essere sempre più vicini e attenti alla crescita dei propri figli, a non lasciarli soli, soprattutto quando sono ragazzini, quando sono bambini, con il cellulare e con i social", ha aggiunto il ministro.