Furti d'arte, tutti i casi più famosi in Italia

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Dopo il caso delle tre opere di Renoir, Cézanne e Matisse rubate a Parma, in Italia si riaccende il dibattito sui furti d'arte. Non è la prima volta che nel nostro Paese vengono sottratti capolavori artistici. L'Italia è infatti al primo posto per questo tipo di trafugamenti, considerato anche l'immenso patrimonio artistico. Secondo gli studi più recenti, all'anno vengo rubati circa 600 reperti preziosi: due al giorno. Ecco tutti i casi più famosi. 

Quello che devi sapere

Le tre opere rubate a Parma

Il furto avvenuto a Parma è stato eseguito da una banda di ladri professionisti che, con volto coperto e incappucciato, sono entrati negli spazi della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, dove erano esposti i quadri, dopo aver forzato un portone. In tutto, l'operazione è durata meno di tre minuti. Sul furto, uno dei più importanti messi a segno in Italia negli ultimi anni, sono attualmente in corso le indagini dei carabinieri di Parma e del nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna, coordinati dalla Procura. Anche se il valore non è stato stimato esattamente, si tratta sicuramente di un colpo da milioni di euro

 

Per approfondire: 

Furto a Parma: rubati quadri di Renoir, Cezanne e Matisse. Fondazione: "Agito in 3 minuti"

I capolavori sottratti dalla Fondazione Magnani Rocca

Le opere sottratte alla Fondazione Magnani Rocca sono tre:

  • Un capolavoro di Pierre-Auguste Renoir che, dipinto verso la fine della sua vita, ritrae un piatto di pesci e rappresenta una delle rare presenze dell'impressionista in una collezione permanente in Italia.
  • Una natura morta firmata da Paul Cézanne che, datata 1890, raffigura una tazza e un piatto di ciliegie.
  • Una delle odalische disegnate da Henri Matisse, adagiata su una terrazza dove si uniscono il fascino dell'Oriente e i colori della Costa Azzurra. 

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Il caso della Natività di Caravaggio

Ma le opere dei tre impressionisti non sono un caso isolato. Tra i furti più famosi in Italia, c'è anche "La Natività" di Caravaggio, opera di cui non si hanno piuù notizie da quasi 60 anni. Nell'autunno del 1969, a Palermo, un gruppo di uomini sospetti ha fatto irruzione nell'oratorio di San Lorenzo, arrotolando la tela e dandosi alla fuga. Secondo alcune ipotesi, il furto del dipinto, valutato attorno a 20 milioni di dollari, sarebbe stato commissionato dalla mafia. 

Le altre opere rubate in Italia

Altri capolavori scomparsi in Italia sono la tela di "Ecce homo" di Antonello da Messina, rubata dal Museo Broletto di Novara nel 1974, e la "Madonna con Bambino" di Giovanni Bellini, sottratta dalla chiesa veneziana della Madonna dell'Orto 33 anni fa. Sempre a Venezia, nel 1993, è stata portata via una tela del Tiepolo dalle pareti della chiesa di Santa Maria della Fava, mentre dall'abitazione dell'industriale Alberto Falk, cinque anni dopo, è scomparsa una tela di Canaletto

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Le altre opere rubate in Italia /2

Durante anni Novanta, dalla Galleria d'arte Ricci Oddi di Piacenza è stato rubato anche il "Ritratto di signora" di Gustav Klimt, mai più ritrovato. Tra i vari casi si ricorda anche il caso del furto al Palazzo Ducale di Urbino nel 1975. Un ladro, approfittando delle impalcature e della mancanza di un sistema di allarme, rubò “La Muta” di Raffaello, “La Madonna di Senigallia” e “La Flagellazione” di Piero della Francesca. Dopo aver fermato il responsabile e i suoi complici, le opere sono state riposizionate nel Palazzo Ducale. 

Il caso della Gioconda

Tra i casi troviamo anche quello della Gioconda, seppure non in Italia. Nel 1911 il giovane imbianchino italiano Vincenzo Peruggia, che aveva lavorato al Museo del Louvre a Parigi, rubò il capolavoro di Leonardo dalle sale dell'istituzione. Dopo essersi chiuso in uno sgabuzzino, si appropriò del dipinto, lo nascose nel cappotto e fuggì indisturbato. Lo staff del Museo si accorse della scomparsa della Monna Lisa solo la mattina seguente, quando scattarono quindi le indagini. Peruggia fu scoperto e l'opera fu recuperata. La Gioconda fu ricollocata nel Louvre due anni dopo.

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