Frosinone, gamba più corta di 3 centimetri dopo intervento: risarcito dopo 13 anni

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Il Tribunale di Cassino gli ha riconosciuto un risarcimento di quasi 150 mila euro, ritenendo inadeguato l'intervento eseguito dopo l'incidente. Il caso, nato a Sora dopo la caduta con il motorino, è ora al centro di un nuovo capitolo giudiziario. L'Asl di Frosinone ha appellato la sentenza: la vicenda passa alla Corte d'Appello di Roma

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Un giovane ormai affermato, con una carriera solida e prospettive promettenti, a distanza di oltre dieci anni continua a convivere con le conseguenze di quello che viene ritenuto un errore medico avvenuto quando aveva appena 15 anni. Una vicenda che, dopo un lungo percorso, è approdata nelle aule di giustizia e che non ha ancora trovato una conclusione definitiva. Qualche settimana fa il tribunale civile di Cassino gli ha riconosciuto un risarcimento di quasi 150 mila euro per il danno subito. Ma la battaglia legale non è finita, l'Asl di Frosinone, infatti, ha impugnato la sentenza davanti alla Corte d'Appello civile di Roma.

L'incidente del 2013 

La storia inizia il 31 ottobre 2013 con un incidente all'apparenza comune. Il ragazzo cade dal motorino e viene trasportato all'ospedale di Sora. Le analisi cliniche rilevano una frattura della gamba sinistra, con interessamento del terzo medio di tibia e perone. Il giovane viene ricoverato nel reparto di ortopedia e traumatologia dell'ospedale Santissima Trinità e sottoposto a intervento chirurgico, seguito da immobilizzazione con gesso. A distanza di poche settimane, però, le condizioni cliniche non migliorano. Si rende necessario un nuovo ricovero e un ulteriore intervento chirurgico, seguito da una seconda immobilizzazione gessata. Nonostante le cure, il recupero dell'arto non procede verso una completa risoluzione né verso un pieno recupero funzionale. Nel 2014, quindi, il giovane decide di rivolgersi ad altre strutture sanitarie per approfondire la situazione. Tac e risonanza magnetica rivelano un quadro più complesso: "non allineamento dei monconi ossei e presenza di formazioni cistiche".

L'azione legale

Da qui prende avvio la battaglia giudiziaria. Il giovane si affida all'avvocato Cesare Gabriele e, in una prima fase, viene disposto un accertamento tecnico preventivo, necessario l'avvio della futura azione civile. Successivamente, nel 2020, la causa viene iscritta a ruolo davanti al Tribunale di Cassino. Nel frattempo, il ragazzo continua a lamentare dolori alla colonna vertebrale e condizioni di salute non ottimali, riconducibili al disallineamento degli arti inferiori. Gli accertamenti evidenziano infatti una differenza di circa tre centimetri tra le due gambe.

La valutazione del giudice 

Nel pronunciarsi sulla vicenda, il giudice del Tribunale di Cassino ha condiviso le conclusioni della consulenza tecnica svolta nella fase preliminare, ritenendola "priva di vizi logici e metodologici". Secondo quanto riportato nella sentenza, l'intervento chirurgico eseguito dopo l'incidente sarebbe stato "insufficiente" per garantire un "adeguato contenimento" della frattura. Anche il trattamento con l'apposizione di chiodi, secondo la valutazione peritale accolta dal giudice, si sarebbe rivelato "non idoneo a garantire la piena guarigione". Il mancato consolidamento della frattura avrebbe quindi determinato l'accorciamento dell'arto, con le conseguenze funzionali che si sono poi manifestate negli anni successivi.

La condanna dell'Asl e il risarcimento

Sulla base di queste valutazioni, il Tribunale ha condannato l'Asl al pagamento di un risarcimento di quasi 150 mila euro, oltre alle spese processuali e alle consulenze tecniche, quantificate in circa 20 mila euro. La vicenda giudiziaria, però, non si chiude qui. Nei giorni scorsi l'Asl di Frosinone ha presentato impugnazione davanti alla Corte d'Appello civile di Roma, contestando la sentenza emessa dal Tribunale di Cassino.

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