Milano, Andrea Dini indagato per caporalato

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 L'accusa riguarda altre al cognato di Attilio Fontana, governatore della Lombardia, cinque persone e la società Dama Spa, già coinvolta nel caso camici durante l'emergenza Covid

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Andrea Dini, cognato del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in qualità di amministratore delegato della “Dama Spa”, è indagato per caporalato dalla Procura di Milano. L'accusa riguarda altre cinque persone e la società, già coinvolta nel caso camici durante l'emergenza Covid. Lo si legge nell'atto con cui è stata disposto dal pubblico ministero Paolo Storari il controllo giudiziario della stessa Dama (il 10% è detenuto dalla moglie di Fontana attraverso una S.r.l.) e di Aspesi, noto marchio della moda.

L'indagine della Procura

La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario delle società Dama Spa, che controlla Paul &Shark, con sede a Varese e Alberto Aspesi spa, con sede a Milano. Il Pm Paolo Storari motiva il provvedimento con il fatto che esisterebbe "una situazione di sfruttamento" dei lavoratori che va avanti da anni "incurante" dei rilievi mossi dalla stessa Procura e dalla Prefettura negli anni scorsi. L’accusa nei confronti dell’azienda che conta 309 dipendenti di cui 130 operao è di “sfruttamento” della manodopera cinese in “stato di bisogno” impiegata 7 giorni 7 dalle 8 del mattino alle 22 della sera nella produzione dei capi del brand Paul&Shark. Le collezioni sono distribuite in tutto il mondo nelle “località più esclusive” dello shopping e attraverso il sito dell’azienda.

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