100 giorni alla Maturità, storia della tradizione e come la celebrano gli studenti

Cronaca

Parte oggi con i "100 giorni", il countdown ufficiale alla Maturità 2026. Una ricorrenza che chiama in causa molti maturandi del quinto anno delle scuole superiori. La sua origine risalirebbe all'Ottocento

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Cento giorni alla Maturità. Sono 500 mila i ragazzi e le ragazze che il 18 giugno 2026 si siederanno sui banchi per affrontare la prima prova dell'esame di Stato. E oggi 10 marzo scattano i 100 giorni che separano gli studenti dal temuto giorno. La prima prova si svolgerà il 18 giugno 2026 e come gli anni passati sarà uguale per tutti, mentre la seconda, diversa  per indirizzo di studio, si terrà il 19 giugno 2026. La data di oggi, tre mesi prima della Maturità, è vissuta da studenti e studentesse come un "rito di passaggio", tra nostalgia e divertimento. Molte classi vengono tappezzate di foto di futuri maturandi e maturande e viene affisso un cartellone con il countdown. Da un sondaggio di Skuola.net del 2025 è emerso che la ricorrenza "cento giorni alla Maturità" viene celebrata da uno studente su due, mentre l'altra metà preferisce astenersi dai festeggiamenti in anticipo. Un maturando su 10, invece, non è a conoscenza dell'usanza. Ma c'è anche chi - il 10% dei "non festeggianti" - si astiene perché non vuole condividere nulla con i propri compagni. Dal sondaggio, con l'obiettivo di capire quali fossero le intenzioni dei maturandi alla vigilia dei "100 giorni", è anche emerso che principale motivo che spinge a festeggiare è la volontà di rispettare la tradizione. Il 64% di chi partecipa lo fa proprio per questo, mentre il 14% si lascia semplicemente coinvolgere dai compagni. Per gli altri, invece, visto anche il momento critico dello scenario internazionale, si tratta di un'occasione di leggerezza per concedersi una pausa e svagarsi. Per celebrare la ricorrenza, quasi due studenti su tre optano per una festa o una cena di gruppo fuori dall'orario scolastico, a volte con la partecipazione degli insegnanti. Non tutti però si uniranno ai festeggiamenti. Sempre secondo Skuola.net, coloro che non partecipano - il 31% degli intervistati - un terzo abbondante (31%) rinuncia perché è già immerso tra le ultime verifiche e i ripassi in vista dell'esame. 

Le possibili origini della ricorrenza

La tradizione dei "100 giorni alla Maturità" avrebbe origini tutt'altro che recenti: sarebbe infatti nata all’interno della Accademia Militare di Torino intorno al 1840. All'epoca decreto regio stabilì che i corsi per ottenere la nomina a sottotenente avrebbero avuto una durata fissa di tre anni. E un allievo di nome Emanuele Balbo Bertone di Sambuy avrebbe esclamato in piemontese: “Mach pì tre ani“, che significa “Solo più tre anni!”. L’espressione divenne utilizzata dai cadetti dando poi vita a un conto alla rovescia del tempo che mancava al termine del percorso militare. Con il passare del tempo, gli anni si sarebbero poi trasformati simbolicamente in giorni: “mach pì cent“, fino ad arrivare ai 100 giorni prima della fine del percorso di studi. Un'usanza che dalle scuole militari si è poi diffusa agli istituti civili fino a diventare una ricorrenza per i maturandi, che la celebrano con cene o feste.

La "festa" dedicata a vittime Crans-Montana

Quest'anno studenti e studentesse di Marche, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria si ritroveranno al Cocoricò di Riccione per la festa dei cento giorni dalla maturità, ma in questa occasione l'evento sarà dedicato al ricordo delle vittime della strage di Capodanno di Crans-Montana. Lo hanno annunciato gli organizzatori, guidati dal pesarese Federico Rubino, 23 anni. "Quanto accaduto a Crans-Montana è emblematico. Come organizzatori di eventi ci stringiamo al dolore dei familiari e degli amici delle vittime", spiegano. "Per questo, insieme all'associazione Approdi che cura la parte culturale e sociale dell'iniziativa, hanno previsto momenti dedicati alla tragedia di Capodanno: le iniziative culturali da qui a metà marzo saranno accompagnate da un minuto di silenzio, i confronti includeranno interventi sulla sicurezza e durante le serate del 9, 10 e 13 marzo al locale riccionese sarà allestito uno spazio commemorativo. Un evento che ogni anno raccoglie 10mila studenti da tutta Italia. "Per noi la sicurezza è sempre stata fondamentale", aggiungono gli organizzatori. "Quest'anno lo sarà ancora di più. Le vittime di Crans-Montana non vanno dimenticate, devono essere un monito affinché queste tragedie non ricapitino più".

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