L'orario cambia nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con un giorno di anticipo rispetto al 2025. Come sempre si perde un'ora di sonno, ma se ne guadagna una di luce naturale ogni giorno fino al 25 ottobre 2026, quando tornerà il sistema solare
È quasi tempo di primavera e insieme alle giornate più calde tornerà anche l'ora legale: scatta nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con un giorno di anticipo rispetto al 2025. Un trend che continuerà in futuro: nei prossimi tre anni, fino al 25 marzo del 2029, l'ora legale, che viene introdotta l'ultimo fine settimana di marzo, continuerà ad anticiparsi. Dal 2030, invece, il ciclo sarà "resettato" e si tornerà a spostare gli orologi il 31 marzo. Le lancette degli orologi verranno spostate un'ora avanti: le 2 di notte diventeranno le 3, così come accade dal 1981. Quanto succede in Italia si verifica nello stesso modo anche nel resto d’Europa: sono infatti le direttive dell’Ue a stabilire lo spostamento delle lancette in avanti nell’ultima domenica di marzo in tutti i Paesi dell’Unione alle 0:00 UTC, ovvero l'orario nel fuso di Greenwich. Come ogni anno, il passaggio all’ora legale farà perdere un'ora di sonno la notte tra sabato e domenica, ma guadagnare giornate più lunghe fino al 25 ottobre 2026, quando tornerà di nuovo l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro.
Quanto si risparmia con l'ora legale
L’era legale è stata introdotta nel 1966 e da allora è sempre stata usata in alternanza alla solare. Il suo utilizzo ha impatti anche sui consumi di elettricità e gas. Secondo quanto riportato da Terna, la società controllata indirettamente dal ministero del Tesoro che gestisce la rete di trasmissione dell'energia elettrica, dal 2004 al 2023 l'Italia ha risparmiato circa 2,2 miliardi di euro e 11,7 miliardi di kWh di elettricità. Le stime della società dicono che, nei 7 mesi di ora legale del 2024, gli italiani hanno risparmiato circa 90 milioni di euro: questo perché c’è stato come sempre un maggiore uso della luce naturale e un minore utilizzo di energia elettrica, pari a 370 milioni di kWh di elettricità. I benefici si sono sentiti anche a livello ambientale, perché sono state evitate circa 170mila tonnellate di emissioni di CO2 nell’atmosfera.
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Dal 2018 non c'è più l'obbligo
Si sta perciò ipotizzando, da tempo, di tenere per tutto l’anno l’ora legale e di non ricorrere più alla solare. Verso questa direzione si è mosso il Parlamento europeo, con una consultazione pubblica avvenuta nel 2018 che ha approvato l’abolizione dell’obbligo, per i Paesi membri, di passaggio da un sistema all’altro. Entro il 2021 ogni Stato era chiamato a decidere per sé, ma in pochi hanno legiferato al riguardo. In generale, i Paesi del Nord sono a favore dell’alternanza, mentre quelli del Sud vorrebbero tenere la legale: le ragioni sono soprattutto climatiche. L’Italia non ha ancora preso una decisione.
E negli Usa?
Il cambio dell’ora fuori dall’Ue non avviene per tutti i Paesi nello stesso giorno. Ne sono un esempio gli Stati Uniti, dove a stabilire il giorno dell’ora legale è una legge federale che fissa nella seconda domenica di marzo il giorno dello spostamento in avanti delle lancette. Uniche eccezioni le Hawaii e alcune parti dell’Arizona, che non applicano l’ora legale.