"Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime": lo spot di Fondazione Cecchettin

Cronaca

La violenza non è uno scatto inaspettato, ma qualcosa che cresce nelle parole, negli sguardi e nei comportamenti che scegliamo di minimizzare e giustificare: è il messaggio del nuovo spot di sensibilizzazione di Fondazione Giulia Cecchettin che si rivolge a tutti gli uomini

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Una trattoria, un gruppo di amici maschi, una serata qualunque. Si ride e si scherza: una scena conviviale, a prima vista innocua. Frase dopo frase, però, l’apparente normalità si incrina: commenti che sembrano insignificanti - era solo una battuta, era solo una foto, era solo gelosia - rivelano una progressiva escalation che culmina in una frase di gravità estrema. Una gravità che però non viene percepita dagli uomini, anzi immediatamente banalizzata quando le donne tornano al tavolo e vengono accolte con gesti affettuosi: un braccio sulle spalle, un invito a prendere un dolce. Il messaggio del nuovo spot di sensibilizzazione di Fondazione Giulia Cecchettin ETS è chiaro: la violenza non è uno scatto inaspettato, ma qualcosa che cresce nelle parole, negli sguardi, nei comportamenti che scegliamo di minimizzare e giustificare. È radicata nella quotidianità e in abitudini che continuano a essere considerate di poca importanza. “La violenza non nasce all’improvviso. Si insinua nella nostra cultura. Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime”: questa frase, con cui si chiude il breve film, è una chiamata all’azione rivolta a tutti gli uomini, perché diventino parte della soluzione e si assumano le proprie responsabilità, imparando consenso e confini e intervenendo tra pari per fermare i comportamenti sbagliati. Il lavoro quotidiano della Fondazione Giulia Cecchettin nasce proprio da questa urgenza: affrontare alla radice la cultura della violenza di genere e il ruolo che l’intera società deve assumere per contrastarla, attraverso iniziative di prevenzione e percorsi educativi che promuovano il rispetto fin dalla giovane età.

Gino Cecchettin: "La violenza nasce nel linguaggio"

"Questo spot ci invita a guardare con sincerità dentro la nostra quotidianità", dichiara Gino Cecchettin, presidente della Fondazione e padre di Giulia, vittima di femminicidio: "La violenza nasce nel linguaggio, nelle giustificazioni che ci diamo, nelle piccole forme di controllo che continuiamo a chiamare ‘normali’. Abbiamo il dovere di interrompere questo meccanismo e scegliere consapevolmente il rispetto, l’ascolto, la responsabilità. La Fondazione è nata proprio con questo obiettivo: costruire un futuro in cui nessuna donna debba più diventare un nome in un elenco di vittime".  

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