Bambino morto dopo trapianto a Napoli, il cuore trasportato in un comune box frigo

Cronaca
Ansa - Il Mattino

La foto del contenitore è stata pubblicata dal quotidiano "Il Mattino"mentre proseguono le indagini degli inquirenti per far luce su quanto successo al piccolo Domenico

ascolta articolo

Un comune contenitore frigo di plastica, non sigillato, di quelli che si utilizzano per trasportare cibi e bevande. E’ quello, secondo quanto pubblicato dal quotidiano “Il Mattino” in cui è stato riposto, in mezzo a del ghiaccio secco, il cuore donato e portato da Bolzano a Napoli, destinato al piccolo Domenico. (LE TAPPE DELLA VICENDA

A destra il box frigo incriminato - Ansa - Il Mattino

Il ruolo del contenitore

Il contenitore, segnala ancora il quotidiano campano, è stato sequestrato dai carabinieri a Napoli, nell’ambito delle indagini legate alla morte del piccolo di due anni, rimasto attaccato ad un macchinario per circa due mesi a seguito del trapianto di un cuore “bruciato” dal ghiaccio. Secondo le prime ricostruzioni emerse, si sarebbe verificato nel trasporto dell’organo un picco di temperatura, con il cuore che sarebbe rimasto congelato. Lo stesso organo, in queste condizioni, sarebbe stato trapiantato dall’equipe napoletana che ha operato il piccolo Domenico. Nel fascicolo del pm Giuseppe Tittafarrante, è emersa l’ipotesi di omicidio colposo con sette medici dell’ospedale Monaldi di Napoli che risultano indagati e due infermieri di quello di Bolzano nel mirino degli inquirenti. 

Approfondimento

Trapianti, ex primario Monaldi: ecco il protocollo

Le indagini

Intanto stanno proseguendo i lavori degli inquirenti per far luce su quanto accaduto. Nel corso dell'intervento di espianto del cuore destinato al piccolo Domenico, lo scorso 23 dicembre a Bolzano, "sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli". Questo l'ultimo atto d'accusa nei confronti dell'equipe dell'ospedale Monaldi giunto da una relazione inviata dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute in data 18 febbraio. I rilievi, nello specifico, riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica incompleta (ghiaccio insufficiente) e una incertezza in merito alla gestione dell'eparina. Accuse cui il Monaldi ha risposto a stretto giro di posta riportando l'interlocuzione tra l'equipe partenopea giunta a Bolzano e gli operatori socio sanitari dell'ospedale altoatesino. "Viene richiesto al personale di sala - è questo uno dei passaggi segnalati dal Monaldi - di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l'équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione". 

Approfondimento

Napoli, fondazione per Domenico: "Perché non accada più"

Cronaca: i più letti