Morte di Domenico, inchiesta su cuore trapiantato: Nas di Trento all'ospedale di Bolzano

Cronaca
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Acquisiti dall'ospedale gli elenchi del personale coinvolto nell'espianto e nel trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico, morto dopo 60 giorni di agonia. Il dipartimento di Salute respinge responsabilità locali e segnala invece gravi criticità operative nel team di prelievo proveniente da Napoli

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I Nas di Trento si sono recati oggi all'ospedale di Bolzano per acquisire documentazione nell'ambito dell'inchiesta sul cuore trapiantato al piccolo Domenico, il bimbo di due anni al quale è stato trapiantato un cuore "bruciato" dal ghiaccio e deceduto sabato scorso dopo oltre sessanta giorni di agonia. I militari hanno richiesto l'elenco completo di tutto il personale coinvolto, a ogni livello professionale, nelle fasi di espianto e trasporto dell'organo. Secondo quanto appreso dall'Ansa, al momento non emergerebbero profili di responsabilità a carico del personale sanitario bolzanino.

L'indagine dei Nas

Le indagini puntano a chiarire chi abbia materialmente fornito il ghiaccio secco che avrebbe congelato il cuore destinato a Domenico, compromettendone la funzionalità. I Nas vogliono inoltre ricostruire con precisione chi fosse presente nel blocco operatorio la mattina del 23 dicembre 2025, durante l'espianto. Nella comunicazione inviata ai vertici sanitari, i carabinieri hanno chiesto di identificare "gli addetti all'Officina ospedaliera, con particolare riguardo a coloro che erano preposti alla fornitura del ghiaccio", oltre agli "operatori sanitari in servizio presso il blocco operatorio, a disposizione del coordinatore". La richiesta specifica inoltre che, qualora un approfondimento interno avesse già permesso di individuare chi abbia fornito il ghiaccio alla sala operatoria impegnata nell'espianto, tali risultanze vengano trasmesse immediatamente agli inquirenti.

La posizione del dipartimento di Salute di Bolzano

Durante i 59 minuti di intervento del 23 dicembre scorso, sarebbero state riscontrate diverse criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli. Questo è quanto emerge da una relazione inviata lo scorso 18 febbraio dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute. Nello specifico, le contestazioni riguardano la procedura chirurgica adottata, la dotazione tecnica ritenuta incompleta - in particolare per quanto riguarda il materiale refrigerante - e alcune incertezze nella gestione dell'anticoagulazione con eparina.

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