Arrivato in via Marsala 42, il Pontefice ha in programma di celebrare la Messa della prima domenica di Quaresima insieme alla comunità salesiana, ai fedeli, ai bambini, ai giovani e alle persone in difficoltà che gravitano intorno alla basilica. Al termine della celebrazione, il Papa incontrerà alcune delle realtà pastorali attive nella parrocchia
"Benvenuto Papa Leone XIV". Recita così uno striscione che, nel cortile della parrocchia romana del Sacro Cuore, non lontano dalla stazione Termini, è stato posizionato per accogliere l'arrivo di Papa Leone XIV, arrivato questa mattina ed accolto da applausi, ovazioni e canti dei fedeli. A fare da padroni di casa il cardinale vicario di Roma Baldo Reina e il parroco don Javier Ortiz Rodriguez.. Tra i fedeli ci sono anche alcuni senza fissa dimora che vivono intorno alla stazione e sono assistiti da diverse associazioni caritative. Il Papa incontrerà le varie realtà della parrocchia affidata ai Salesiani, i ragazzi del catechismo, i poveri e al termine celebrerà la messa. “Oggi siamo qui in via Marsala al Sacro Cuore di Gesù a Castropretorio: siamo al centro della città ma è un centro che ha anche una periferia perché accoglie ogni giorno centinaia di migliaia di persone che arrivano da altre parti d'Italia e del mondo siamo alle spalle abbiamo alle spalle l'università la Sapienza quindi è davvero un crocevia di uomini di donne e di giovani siamo molto contenti c'è un clima di grande entusiasmo lo aspettiamo aspettiamo le sue parole”. Queste le parole dello stesso Reina.
Le parole del Papa
Arrivato presso la parrocchia del Sacro Cuore, il Papa ha ringraziato "per l'accoglienza" e ha sottolineato che "qui tutti e tutte sono benvenuti ". "Grazie per la gioia è per la presenza di persone di tanti paesi del mondo che rappresentano la fratellanza", ha aggiunto il Pontefice salutando in particolare i Salesiani e le Salesiane ai quali la parrocchia è affidata. “Questa mattina vediamo persone di tanti Paesi del mondo, tutti radunati qui, che rappresentano questa unità, comunione, e fratellanza, questo vivere insieme, che solo Gesù può fare possibile. È l’amore di Gesù, è la sua misericordia che ci ha convocato questa mattina. E allora anche io dico: ‘Grazie Signore, grazie a voi, e benvenuti a questa celebrazione’”, ha osservato il Papa. “Saluto anche la comunità dei Salesiani e delle Salesiane che sono qui presenti. Pensare alla storia di questa parrocchia, cominciando con don Bosco, dei Salesiani, e il mio predecessore che si chiamava anche lui Leone, Leone XIII. Viviamo una storia che non è solo del passato. Oggi facciamo storia perché ancora oggi vogliamo vivere questa bellissima tradizione, di servizio, di carità, di lavoro con i giovani. Che bello vedere tutti questi bambini qui davanti! Un applauso per loro! Vivere la gioia della vita, e quanto è bello essere vivi, avere questo dono di vita che il Signore ci dà. Tanti, tanti auguri! Buona domenica, buona celebrazione!”, ha concluso il Pontefice.
La messa
Il Papa, nell'omelia della messa alla parrocchia del Sacro Cuore, ha parlato delle contraddizioni di questo luogo della Capitale dove convivono violenza e integrazione. "Papa Leone XIII chiese a San Giovanni Bosco di costruire proprio qui la chiesa dove noi oggi ci troviamo. Egli aveva intuito la centralità di questo luogo, accanto alla stazione Termini - ha sottolineato Papa Leone XIV - e in un crocevia unico della città, destinato a diventare nel tempo ancora più importante". Per poi continuare: "Incontrandovi oggi vedo in voi uno speciale presidio di prossimità, di vicinanza dentro le sfide di questo territorio. In esso infatti sono numerosi i giovani universitari, i pendolari che vanno e vengono per motivi di lavoro, gli immigrati in cerca di occupazione, i giovani rifugiati che hanno trovato nella sede qui a fianco, per iniziativa dei Salesiani, la possibilità di incontrare coetanei italiani e realizzare progetti di integrazione; e poi ci sono i nostri fratelli che non hanno una casa e che trovano accoglienza negli spazi della Caritas di via Marsala". Il Pontefice ha poi detto ancora che "in pochi metri si possono toccare le contraddizioni di questo tempo: la spensieratezza di chi parte e arriva con tutte le comodità e coloro che non hanno un tetto; le tante potenzialità di bene e una violenza dilagante; la voglia di lavorare onestamente e i commerci illeciti delle droghe e della prostituzione". Questa parrocchia romana, che si trova al centro della città ma allo stesso tempo in un luogo dove c'è tanto disagio esistenziale, ha proseguito il Papa, "è chiamata a farsi carico di queste realtà, ad essere lievito di Vangelo nella pasta del territorio, a farsi segno di vicinanza e di carità. Ringrazio i Salesiani per l'opera instancabile che portano avanti ogni giorno, e incoraggio tutti a continuare ad essere proprio qui una piccola fiammella di luce e di speranza", ha concluso.
Un punto di riferimento
La chiesa, affidata ai Salesiani di Don Bosco, è da diverso tempo un punto di riferimento per chi vive situazioni di fragilità in un quartiere centrale ma segnato da profondi contrasti sociali. Proprio qui il 16 maggio 1887, Don Bosco fu costretto ad interrompere la celebrazione per più di quindici volte, preso da una intensa commozione che gli fece versare lacrime. Quel gesto, raccontano le memorie biografiche, fu l'espressione di una consapevolezza profonda: la comprensione del senso della sua vita sacerdotale e della missione salesiana, alla luce del celebre sogno dei nove anni che aveva segnato la sua vocazione.