L’accusa è turbativa d'asta e false dichiarazioni sul conflitto di interessi. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Fabrizio Filice e ha fissato la prima udienza per il 17 aprile
I noti architetti e docenti al Politecnico di Milano, Stefano Boeri e Cino Zucchi, sono stati mandati a processo con l’accusa di turbativa d'asta e false dichiarazioni sul conflitto d'interessi per il caso del concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) a Milano, la cui costruzione è prevista in prossimità del Villaggio Olimpico a Scalo Romana. Lo ha deciso il gup Fabrizio Filice, che ha rinviato a giudizio anche gli altri quattro professionisti e ha fissato la prima udienza per il 17 aprile.
Stefano Boeri: "Fiducia nella magistratura"
"Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati" ha commentato l’architetto Stefano Boeri dopo la decisione del gup che ha disposto il rinvio a giudizio, assieme ad altri, nella vicenda della gara di progettazione internazionale della Nuova biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) di Milano.
Cino Zucchi: "Abbiamo agito con rigore e correttezza"
"Sono molto tranquillo e credo che nel dibattimento si chiarirà tutto, perché ci sono prove abbastanza specifiche sul fatto che abbiamo sempre agito con rigore e correttezza e soprattutto senza mai collegare gli elaborati progettuali ai loro autori" ha spiegato invece l'architetto Cino Zucchi. "Non farò mai più una giuria in vita mia", ha aggiunto Zucchi, sorridendo. "Sono trent'anni che faccio giurie e mi son sempre comportato con correttezza - ha spiegato ancora - anzi in genere mi chiamano perché sanno che sono una persona molto rigorosa". E ancora: "Talvolta delle narrazioni diventano più forti dei fatti concreti, ma il dibattimento chiarirà molte cose, sono sicuro".
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Le indagini
I due docenti del Politecnico erano nella commissione aggiudicatrice che ha decretato vincitore del bando una cordata di cui facevano parte alcuni allievi e partner professionali. L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, è iniziata nell’ottobre del 2023 ed è stata coordinata dalla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano e i pm Paolo Filippini, Mauro Clerici e Giancarla Serafini. L’ipotesi di reato è che i due noti architetti avrebbero quindi non dichiarato posizioni di possibili conflitti d’interesse in veste di commissari della giuria del concorso internazionale di progettazione della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, truccando la gara. Stando alle indagini dei pm - che avevano stralciato, in vista dell'archiviazione, la posizione di un altro architetto, Manuela Fantini, e cancellato dalle imputazioni una contestazione di falso in atto pubblico – i due sono rimasti rispettivamente come presidente e componente nella commissione aggiudicatrice che, nel luglio 2022, ha proclamato vincitrice una cordata di cui facevano parte alcuni loro allievi o partner professionali, pure loro imputati: Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori sempre alla facoltà di Architettura del Politecnico, e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh.
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I presunti accordi prima della gara e la posizione della difesa
Secondo le indagini della Guardia di Finanza, ci sarebbero stati presunti "accordi", documentati da chat, per assegnare, nel luglio 2022, quella gara indetta dal Comune. Né il Comune né la Fondazione Beic si sono costituiti parti civili nel procedimento. Tamburelli, in particolare, anche lui coinvolto nella redazione del progetto vincitore, secondo l'accusa, avrebbe avuto un ruolo di "cerniera" con i due docenti durante l'iter di valutazione e nelle fasi precedenti alla scelta del vincitore, che sarebbe stata pilotata. Per le difese, invece, ha vinto il progetto migliore senza favoritismi, né accordi illeciti, perché i progetti sono stati valutati in forma "anonima" e i possibili conflitti di interessi non sono stati segnalati perché le regole della gara prescrivevano di farlo solo per rapporti di collaborazione economica "in corso". Il caso riguarda anche l'imputato Andrea Caputo, progettista che arrivò terzo al concorso. Il gip Luigi Iannelli, il 18 febbraio 2025, non aveva accolto la richiesta dei pm di arresti domiciliari per Boeri, Zucchi e Tamburelli, disponendo, invece, misure interdittive come il divieto temporaneo, da un anno a 8 mesi, di fare parte di commissioni per i concorsi pubblici e di lavorare con la pubblica amministrazione.