A causare alcuni dei danneggiamenti sono stati dei dispositivi incendiari che, piazzati nei pozzetti della ferrovia a Castel Maggiore, hanno causato danni all'infrastruttura di rete. Secondo gli inquirenti, si tratta di un ordigni rudimentali composti da bottiglie di plastica con liquido infiammabile collegate con un timer a batteria. Intanto, sulla vicenda si indagherà per terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti
Proseguono le indagini sul presunto sabotaggio alle linee ferroviarie a Bologna e Pesaro che ha causato pesanti ritardi e cancellazioni dei treni con conseguenti disagi per migliaia di viaggiatori. Sulla vicenda, avvenuta in concomitanza con le Olimpiadi di Milano Cortina, verrà aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. A essere colpite sono state la linea ordinaria Bologna-Padova, dove è stato trovato e rimosso un ordigno rudimentale su uno scambio, l'Alta velocità sulla stessa tratta, in cui sono stati troncati cavi elettrici in un pozzetto, e poi la Bologna-Ancona a Pesaro, dove ha preso fuoco una cabina elettrica. A causare alcuni dei danneggiamenti sono stati dei dispositivi incendiari che, piazzati nei pozzetti della ferrovia a Castel Maggiore, hanno provocato danni all'infrastruttura di rete. Secondo gli inquirenti, si tratta di ordigni rudimentali composti da bottiglie di plastica con liquido infiammabile collegate con un timer a batteria.
Il sabotaggio dei treni
Nel frattempo, la Digos ha già consegnato alla Procura di Bologna una prima comunicazione sul danneggiamento dei cavi Av nel nodo ferroviario. Al momento però non sono arrivate rivendicazioni e non possono essere esclusi altri moventi. Il Ministero dei Trasporti ha assicurato che, “una volta individuati i responsabili” presenterà “richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati” ed è “pronta un'azione decisa per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani”. Sulla vicenda si è espressa anche la premier Giorgia Meloni. "Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell'Italia e degli italiani, che manifestano 'contro le Olimpiadi', facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo”, ha riferito la premier, che ha espresso “solidarietà ancora una volta alle Forze dell'ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti".
L'inchiesta
Le indagini della Digos si concentrano soprattutto sui resti dei dispositivi incendiari, in particolare sull'ordigno inesploso a Castel Maggiore. Al vaglio degli inquirenti, anche le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'area stazione. La visione è però resa complicata dall'orario (intorno alle 6) in cui sarebbero stati posizionati i dispositivi, completamente al buio. I due ordigni incendiari sono stati trovati dalla polizia scientifica in un pozzetto, in cui sono presenti cavi indispensabili alla circolazione dei treni. Uno di questi ha innescato l'incendio mandando in tilt la circolazione in direzione Venezia, e l'altro, che avrebbe dovuto danneggiare la circolazione in direzione Ancona, non ha funzionato.
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Indagini sull'incendio alla cabina elettrica
Sul caso dell'incendio alla cabina elettrica vicino a binari della stazione di Pesaro è stata interessata anche la Procura distrettuale antimafia di Ancona, che aprirà un fascicolo sul presunto sabotaggio. Gli inquirenti bolognesi indagano sull'ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Nel fascicolo di Ancona le ipotesi potrebbero seguire la stessa traccia. Intanto, Digos e la Polizia ferroviaria sono al lavoro per svolgere accertamenti anche per la Procura distrettuale di Ancona sui fatti che temporalmente e per le modalità potrebbero collocarsi in un contesto unitario.
Nessuna rivendicazione
Non c'è ancora una rivendicazione per il sabotaggio. La Digos, che sta proseguendo le indagini, è attualmente impegnata a raccogliere elementi utili per ricostruire la vicenda. Nelle indagini sono impegnati anche gli investigatori, che si occupano di accertamenti su esponenti e movimenti di area anarchica.