Lo speciale sulla frana a Niscemi
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Frana a Niscemi, pm: “Non guarderemo in faccia nessuno”. Gli sfollati sono 1300

Cronaca
©Ansa

Valuteremo se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l'evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a causarlo”, ha detto ieri il procuratore Salvatore Vella: l’inchiesta partirà dunque dal 1997, anno della prima grande frana che mise in ginocchio la città. Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano: "La frana è ancora in movimento, anche se la velocità sta rallentando"

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Rimane alta l’attenzione della magistratura su quanto sta avvenendo a Niscemi, la città siciliana dove una frana sta causando ormai da una settimana crolli e una zona rossa inaccessibile. "Non guarderemo in faccia nessuno”, ha detto ieri il procuratore di Gela Salvatore Vella, che già nei giorni scorsi aveva annunciato l'apertura di una inchiesta per disastro colposo. Il magistrato ha fatto sapere che “al momento, non ci sono indagati ma escludo che il fascicolo rimarrà così”. Giovedì sarà dato incarico a tre consulenti chiamati a ricostruire quanto è accaduto: “Valuteremo se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l'evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a causarlo". L'inchiesta partirà dunque dal 1997, anno della prima grande frana che mise in ginocchio la città. La Procura, dunque, andrà fino in fondo "qualsiasi sarà la responsabilità apicale di chi non ha preso decisioni, lo accerteremo, indipendentemente dal livello dei soggetti coinvolti”.

Studenti di nuovo a scuola

Da ieri mattina a Niscemi intanto i ragazzi sono tornati a scuola, con la ripresa delle lezioni. Accanto agli alunni gli psicologi dell'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta. "Per i bambini piccoli il cambiamento improvviso degli spazi e delle abitudini può generare paura e disorientamento”, aveva spiegato la psicologa dell'Asp Antonella Campo. “Per questo lavoriamo attraverso il gioco, le routine e la relazione con gli insegnanti, aiutandoli a sentirsi nuovamente al sicuro e accompagnandoli gradualmente nell'adattamento al nuovo contesto".

“Frana è ancora in movimento”

Per quanto riguarda invece l'evolversi della situazione - che conta già 1.300 sfollati - è intervenuto ieri il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. "La frana è ancora in movimento, anche se la velocità sta rallentando", ha spiegato. Dopo i crolli degli ultimi giorni è sempre più certo che non sarà possibile rientrare nelle case che si trovano nella prima fascia della zona rossa, quella a 50 metri dal precipizio. Una decisione confermata anche dal presidente della Sicilia Renato Schifani, che si è però detto "contrario alla realizzazione di una new town a Niscemi". Il governatore della Regione ha ricevuto ieri a Palermo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al centro dell'incontro, oltre a Niscemi, l'emergenza che la Sicilia sta vivendo dopo il passaggio del ciclone Harry. "I 100 milioni che sono stati assegnati sono per interventi di prima necessità, lo Stato farà molto ma molto di più", ha detto Tajani.

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