Lo speciale sulla frana a Niscemi
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Frana a Niscemi, lunedì riaprono le scuole. In classe anche psicologi

Cronaca
©Ansa

Effettuato il trasloco di 17 aule in altri plessi: si riparte domani, 2 febbraio.  Proseguono intanto i cedimenti degli edifici in bilico, lungo il fronte della frana a Niscemi. In giornata, parti di immobili, ormai compromessi, si sono staccate finendo nel vuoto

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A Niscemi si va verso la riapertura delle scuole, prevista per domani, lunedì 2 febbraio. Le operazioni necessarie alla riapertura, secondo quanto emerso dal Centro di coordinamento soccorsi, sono state completate nella giornata di oggi. Il sindaco, Massimiliano Conti, ha comunicato che è stato effettuato il trasloco di 17 aule in altri edifici, precedentemente individuati. Rimangono chiusi i plessi Belvedere, Don Bosco e San Giuseppe perché ricadono nella zona rossa, nel cuore del centro storico, dove è avvenuta la frana. Proseguono intanto i cedimenti degli edifici in bilico. In giornata, parti di immobili, ormai compromessi, si sono staccate finendo nel vuoto. Continua a cedere il terreno, favorito dalle abbondanti piogge di questi giorni. In bilico anche l'edificio che ospita la biblioteca "Angelo Marsiano", con almeno quattromila testi di storia siciliana. 

A scuola anche gli psicologi

Accanto agli alunni che stanno per tornare a scuola, ci saranno team di psicologi per sostenerli. "Domani ripartiranno le attività didattiche”, ha confermato il sindaco Massimiliano Conti. “Se le scuole riaprono è perché sono in sicurezza, in una zona non interessate dalla frana. Abbiamo controllato anche i termosifoni, facendo un intervento tecnico e funzionano”. Il primo cittadino ha fatto sapere che “ci saranno anche delle equipe di psicologi che faranno un giro nelle scuole per un'attività di supporto e verifica, un primo approccio per trattare la vicenda che ci ha sconvolti". A seguire gli alunni oltre agli psicologi dell'emergenza dell'Asp di Caltanissetta e anche l'equipe di specialisti di Save the Children, che nei giorni scorsi sono già stati a Niscemi. Gli esperti sottolineano la necessità di "capire i bisogni e i possibili traumi legati all'abbandono delle case e delle loro scuole" perché "un bambino che ha perso la casa, ha perso la sua normalità ed è disorientato" e, quindi, "bisogna aiutarlo anche nell'inserimento in una nuova scuola".

Ancora cedimenti case, a rischio biblioteca con 4mila testi

Proseguono intanto i cedimenti degli edifici in bilico, lungo il fronte della frana a Niscemi. In giornata, parti di immobili, ormai compromessi, si sono staccate finendo nel vuoto. Continua a cedere il terreno, favorito dalle abbondanti piogge di questi giorni. In bilico anche l'edificio che ospita la biblioteca "Angelo Marsiano", con almeno quattromila testi di storia siciliana. I vigili del fuoco del comando provinciale di Caltanissetta hanno proseguito oggi le attività di assistenza alla popolazione per il recupero degli effetti personali: sono stati effettuati finora 587 interventi di accompagnamento nelle abitazioni evacuate, 80 oggi. Continua a essere preclusa la possibilità di recuperare gli effetti personali negli immobili che si trovano nei primi cinquanta metri dal fronte frana per l'estrema pericolosità dell'area.

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Monitoraggio della frana "già urgente già nel 1997"

Il monitoraggio della frana di Niscemi e le conseguenti opere di messa in sicurezza erano state definite "urgenti" già nell'ottobre 1997, quando nella Gazzetta Ufficiale del novembre successivo si ravvisava "l'urgenza di procedere al monitoraggio dell'area in frana, all'acquisizione degli elementi tecnici conoscitivi preliminari e alla successiva redazione del progetto di sistemazione dell'area in frana". Negli stessi giorni, l'allora sottosegretario alla Protezione civile Franco Barberi aveva detto che sarebbe stato possibile evitare la frana e che questa era stata la conseguenza di una "malamministrazione".

Situazione "in completo disordine già nel 1997"

Nella stessa ordinanza del 29 ottobre 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 novembre 1997, venivano indicati i finanziamenti per gli interventi, ossia una parte dei 250 miliardi di lire assegnati alla Regione Sicilia nel 1996 per interventi contro il dissesto idrogeologico e 3 miliardi di lire stanziati nell'aprile 1996, anche questi per "fronteggiare l'emergenza idrica nella Regione siciliana" e che risultavano non utilizzati "entro il termine dello stato d'emergenza, scaduto il 31 dicembre 1996". In quegli stessi giorni Barberi osservava che i tecnici avevano trovato "una situazione di completo disordine: nessun drenaggio, acque superficiali, bianche e nere, riversate in questo rione senza alcuna canalizzazione. E tutto questo nonostante ci fosse sulla zona un vincolo idrogeologico". La situazione davanti alla quale ci si trovava, aveva detto ancora, era "una pagina di un'ordinaria malamministrazione" che aveva provocato "danni irreparabili" e che andava definito "un percorso di risanamento del versante e ricostruire tutto quello che è stato distrutto. Il terremoto non si può evitare, questa frana si sarebbe potuta evitare gestendo meglio il territorio".

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Gli interventi post-frana

Proseguono, intanto, gli altri interventi previsti a Niscemi dopo la frana. Per quanto riguarda la viabilità, il quarto Reggimento Genio Guastatori della Brigata Aosta ha iniziato l'attività di riempimento della sede stradale della "regia trazzera San Michele di Ganzaria-Niscemi", per assicurare i collegamenti necessari verso il centro abitato.  Ed è anche stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune il "Modulo di richiesta assistenza", attraverso il quale, gli aventi diritto, potranno accedere alle diverse forme di assistenza previste (alberghiera, contributo di autonoma sistemazione, ospitalità nelle residenze sanitarie assistite).

L'assistenza agli sfollati

Nel frattempo, i vigili del fuoco continuano a garantire assistenza agli sfollati per il recupero degli effetti personali. Ieri, 31 gennaio, i pompieri hanno effettuato 61 interventi di accompagnamento nelle abitazioni evacuate, per un totale di 447 interventi dall'inizio dell'emergenza. Il punto della situazione è stato fatto in Prefettura a Caltanissetta nel corso di una riunione del Centro di Coordinamento Soccorsi, alla presenza dei vertici delle forze dell'ordine e del comandante provinciale dei vigili del fuoco e in collegamento da remoto, con i Dipartimenti nazionale e regionale della Protezione civile e con il centro operativo comunale di Niscemi.

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