La società, spiega una nota dell'Antitrust, avrebbe svolto attività di ambush marketing in relazione ai Giochi invernali 2026. L'azienda: "Sempre operato con massima correttezza e trasparenza"
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su segnalazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, ha avviato un'istruttoria - con sub-procedimento cautelare per la sospensione provvisoria dei messaggi pubblicitari - nei confronti di Harmont & Blaine. La società – si legge in una nota – avrebbe svolto attività di pubblicizzazione e commercializzazione parassitarie (il cosiddetto "ambush marketing") in relazione ai Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026.
Di cosa si tratta
Harmont & Blaine S.p.A. ha infatti diffuso online e sui principali social network alcuni messaggi pubblicitari nei quali, anche in abbinamento ai segni distintivi della società, viene spesso ripreso il simbolo olimpico (costituito dai cinque cerchi colorati) e/o utilizzato l'hashtag #MilanoCortina e #MilanoCortina2026, richiamando così in maniera diretta e testuale la manifestazione. Tale pratica viene svolta anche attraverso il ricorso a influencer e tramite la pubblicità della linea di capi d'abbigliamento "Cortina a Colori".
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L'ispezione
L’utilizzo di questi messaggi pubblicitari, tenuto conto che Harmont & Blaine non figura tra gli sponsor ufficiali delle Olimpiadi, sembra creare un collegamento illecito tra il marchio 'Harmont & Blaine' e i prossimi Giochi Milano-Cortina 2026, in violazione del divieto di attività parassitarie previsto dalle norme. Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto un’ispezione presso la sede della società Harmont & Blaine con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
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Harmont & Blaine: "Sempre operato con massima correttezza e trasparenza"
In riferimento alle notizie sull’avvio di un procedimento da parte dell’Autorità Garante, Harmont & Blaine conferma ufficialmente di avere ricevuto “apposita comunicazione di avvio” da parte dell’AGCM. La comunicazione, precisa la società, è stata accompagnata da “una ispezione presso i locali aziendali” e da richieste di informazioni e documenti.
Nel chiarire la propria posizione, Harmont & Blaine sottolinea di avere “sempre operato secondo canoni di massima correttezza e trasparenza”, conducendo le proprie iniziative commerciali, comprese quelle finite sotto esame, “sempre in spirito di buona fede”.
Pur dichiarando di confidare nella possibilità di “chiarire le proprie ragioni e la piena conformità delle proprie condotte”, la società evidenzia di avere comunque scelto un approccio collaborativo nei confronti dell’Autorità. In questa ottica, Harmont & Blaine riferisce di avere proceduto “autonomamente e volontariamente alla rimozione dei profili e claim pubblicitari censurati” nella comunicazione di avvio del procedimento ricevuta dall’AGCM, ribadendo così la volontà di cooperare pienamente con l’Autorità garante.